La regola dei 90 giorni e cosa viene dopo
Le Canarie sono Spagna, la Spagna è Schengen. I cittadini di Stati Uniti, Australia, Canada e altri 60 paesi esenti da visto possono restare fino a 90 giorni in un periodo di 180 senza visto — solo attività turistiche, nessun lavoro, nessun voto, nessuna tessera sanitaria spagnola.
Dal 91° giorno in poi: bisogna partire oppure avere un visto per lungo soggiorno. Superare i 90 giorni è una violazione della normativa sull'immigrazione. Raramente viene sanzionata sul momento, ma quando si presenta la domanda per la TIE o si rinnova il visto, l'irregolarità emerge e può bloccare la pratica.
Non esiste alcun modo per azzerare il contatore Schengen con brevi uscite. La regola 90/180 è cumulativa: chi ha trascorso 89 giorni in Spagna, esce un giorno in Marocco e rientra non ha a disposizione altri 90 giorni.
⚠️ Nota per i cittadini italiani: I cittadini italiani sono cittadini UE e beneficiano della piena libertà di circolazione — la regola 90/180 non si applica. Questo articolo riguarda chi proviene da paesi terzi, come partner extracomunitari, familiari con passaporto non UE o amici che intendono trasferirsi.
Visto Non Lucrativo — per pensionati e prepensionati
Il Visto Non Lucrativo (VNL) è il visto per chi vuole vivere alle Canarie senza lavorare: pensionati, prepensionati, persone con redditi da capitale, dividendi o affitti. È la via più diretta per risiedere a lungo termine nelle isole senza dipendere da un reddito spagnolo.
Requisito economico 2026: almeno il 400% dell'IPREM mensile — 2.400 euro al mese per il richiedente principale. Per ogni familiare adulto che si aggiunge si sommano 600 euro; per ogni minore, 357 euro. L'IPREM (Indicador Público de Renta de Efectos Múltiples — indice pubblico di riferimento del reddito) è fissato a 600 euro mensili nel 2026.
Il reddito deve essere passivo: pensione, affitti, dividendi, interessi. Dal 2026 i consolati richiedono anche la prova formale della cessazione dell'attività lavorativa: lettera di licenziamento del datore di lavoro o, per i lavoratori autonomi, dichiarazione notarile che attesti la rinuncia a qualsiasi attività remunerata durante il soggiorno.
Cosa non si può fare: qualsiasi forma di lavoro — né da dipendente, né da autonomo, né da remoto per clienti stranieri. Il VNL esclude categoricamente qualsiasi attività retribuita. Chi vuole lavorare da remoto ha bisogno della Visa Nomade Digitale.
Domanda: di persona al consolato spagnolo nel paese d'origine, prima di partire. Con l'approvazione si ottiene un visto nazionale tipo D di 1 anno; dopodiché si richiede la TIE e si rinnova il VNL (2 + 2 anni). Dopo 5 anni è possibile richiedere il soggiorno permanente.
⚠️ Consiglio pratico: Il consolato non valuta solo se si raggiunge il minimo, ma se il conto appare stabile e credibile. Un saldo di esattamente 28.800 euro sembra calcolato al limite. Un margine di sicurezza di 60.000–100.000 euro mantenuto costantemente per 6–12 mesi riduce considerevolmente il rischio di rigetto.
Visa Nomade Digitale — per i lavoratori da remoto
La Visa Nomade Digitale (VND), introdotta nel 2023, è la via preferita da chi lavora da remoto per aziende o clienti stranieri. Consente di vivere in Spagna — e quindi alle Canarie — continuando a lavorare, a patto che il datore di lavoro o i clienti siano al di fuori della Spagna.
Soglia di reddito 2026: il 200% del SMI (Salario Mínimo Interprofesional) mensile — 2.849 euro netti per il richiedente singolo. Per ogni familiare adulto si aggiungono 1.069 euro; per ogni minore, 357 euro. Il SMI è pari a 1.221 euro lordi mensili nel 2026.
Requisiti: almeno un anno di esperienza dimostrabile nel lavoro da remoto, contratto di lavoro o di prestazione di servizi con un'azienda o cliente non spagnolo, con non più del 20% del reddito proveniente da fonti spagnole.
Vantaggio fiscale: i titolari del VND possono aderire al regime speciale (noto come «legge Beckham») per i primi 4 anni — un'aliquota fissa del 24% sui redditi di fonte spagnola invece dell'aliquota progressiva ordinaria fino al 47%. Per molti lavoratori da remoto è un vantaggio economico significativo.
Durata: 1 anno come visto, prorogabile a 3 anni come permesso di soggiorno, poi altri 2 anni — fino a 5 anni in totale, dopodiché è possibile richiedere il soggiorno permanente.
Domanda: al consolato spagnolo nel paese d'origine prima di partire (consigliato) oppure direttamente in Spagna presso l'Oficina de Extranjería dopo l'ingresso con visto turistico.
Visto di lavoro e visto per autonomi
Chi viene assunto da un'azienda spagnola ha bisogno di un visto di lavoro (Cuenta Ajena). Fondamentale: non è il lavoratore ma il datore di lavoro a presentare la prima domanda, al Ministero del Lavoro spagnolo. Solo dopo l'approvazione dell'offerta di lavoro il dipendente richiede il visto al consolato del suo paese. La procedura dura in genere tra i 3 e i 6 mesi.
Chi vuole lavorare in proprio alle Canarie e servire clienti spagnoli ha bisogno del visto per autonomi (Cuenta Propia). È richiesto un piano aziendale che dimostri la sostenibilità economica e l'iscrizione come autónomo. La domanda si presenta anche in questo caso al consolato.
Entrambi i visti consentono il rinnovo come permesso di soggiorno dopo un anno e rappresentano il punto d'accesso al sistema previdenziale spagnolo.
TIE e NIE: le due carte indispensabili
Chi è entrato con un visto per lungo soggiorno deve richiedere la TIE — Tarjeta de Identidad de Extranjero (carta d'identità per stranieri) — entro 30 giorni dall'arrivo. È la carta fisica che attesta lo status di residente ed è indispensabile per qualsiasi rapporto con le autorità, le banche e i proprietari di casa. L'appuntamento presso l'Oficina de Extranjería o la Policía Nacional è obbligatorio. A Gran Canaria e Tenerife i tempi di attesa per un appuntamento possono arrivare a 4–8 settimane; meglio prenotare il prima possibile.
Il NIE — Número de Identidad de Extranjero (codice fiscale per stranieri) — è un codice fiscale a vita che non cambia mai, indipendentemente dall'evoluzione della situazione amministrativa. È incluso nella TIE, ma può anche essere richiesto separatamente, ad esempio per acquistare un immobile prima di entrare con un visto per lungo soggiorno.
Senza TIE niente conto in banca, niente dichiarazione dei redditi, niente contratto d'affitto. È il primo passo pratico dopo l'arrivo — ancora prima dell'empadronamiento.
Empadronamiento e assicurazione sanitaria
L'empadronamiento — la registrazione presso il Comune (Ayuntamiento) — è obbligatorio anche per i cittadini non UE ed ha rilevanza pratica: apre l'accesso alle scuole, ad alcuni servizi sociali ed è un prerequisito per varie pratiche burocratiche. Richiede la TIE, ma in molti comuni viene accettata anche la domanda di TIE in corso.
L'assicurazione sanitaria privata è obbligatoria per i cittadini non UE privi di attività lavorativa prima di ottenere il visto: il consolato richiede la prova di una polizza che copra tutti i rischi in Spagna, senza franchigia e senza scadenza durante il periodo di soggiorno previsto. Sanitas, Adeslas e Asisa sono i principali fornitori alle Canarie; il costo va da 80 a 250 euro mensili a seconda dell'età e della copertura.
Chi lavora alle Canarie e versa contributi previdenziali — come dipendente o autónomo — ha accesso al sistema sanitario pubblico (SCS) dopo l'iscrizione alla Seguridad Social. L'assicurazione privata non è più obbligatoria, ma molti la mantengono come integrazione.
La strada verso il permesso di soggiorno permanente
Dopo 5 anni di residenza continuativa in Spagna, i cittadini non UE possono richiedere il permesso di soggiorno permanente (Residencia de Larga Duración). Continuativa significa: nessuna assenza superiore a 6 mesi consecutivi e non più di 10 mesi totali nel corso dei 5 anni.
Il permesso di soggiorno permanente è a tempo indeterminato ma si rinnova ogni 5 anni. Garantisce quasi gli stessi diritti dei cittadini spagnoli — libertà di lavorare senza restrizioni, accesso pieno al sistema sociale, diritto di voto alle elezioni comunali.
Dopo 10 anni è possibile richiedere la cittadinanza spagnola. La Spagna richiede in genere la rinuncia alla precedente cittadinanza. Fanno eccezione i cittadini di paesi latinoamericani, Portogallo, Filippine, Guinea Equatoriale e Andorra, che possono conservare la doppia cittadinanza.
Domande e risposte
Sono cittadino statunitense e voglio andare in pensione a Gran Canaria. Quale visto mi serve?
Il Visto Non Lucrativo. Requisiti: almeno 2.400 euro mensili di reddito passivo, assicurazione sanitaria privata e un indirizzo in Spagna. Domanda di persona al consolato spagnolo negli USA, prima di partire.
Lavoro da remoto per un'azienda britannica. Posso lavorare da Tenerife con un visto turistico?
No. Il lavoro da remoto durante un soggiorno turistico Schengen non è legalmente consentito. La Visa Nomade Digitale è la via corretta.
Quanto tempo richiede la domanda di TIE a Gran Canaria?
Attesa per l'appuntamento: 4–8 settimane. Elaborazione successiva: altre 4–6 settimane. Prevedere in totale 2–3 mesi. Conviene prenotare l'appuntamento il prima possibile, idealmente prima di arrivare.
Il Visto Non Lucrativo si può rinnovare?
Sì: 1 anno iniziale, poi due rinnovi di 2 anni ciascuno. Dopo 5 anni, richiedere il soggiorno permanente.
La Golden Visa non esiste più. Quali sono le alternative?
La Golden Visa è stata soppressa per le nuove domande nell'aprile 2025. I titolari esistenti possono rinnovarla. Per i nuovi residenti, VNL e VND sono le vie principali; non esiste più alcuna corsia preferenziale tramite investimento immobiliare.
Ho bisogno del NIE prima della TIE?
Non necessariamente: il NIE è incluso nella TIE. Se ne hai bisogno prima (ad esempio per acquistare un immobile prima di entrare con un visto per lungo soggiorno), puoi richiederlo separatamente al consolato spagnolo nel paese d'origine.
Con la Visa Nomade Digitale posso lavorare per clienti italiani residenti in Spagna?
Fino al 20% del reddito totale può provenire da fonti spagnole. Se la maggior parte dei clienti è spagnola, è necessario il visto per autonomi (Cuenta Propia).