Chi legge in queste settimane i giornali britannici potrebbe pensare che Lanzarote sia diventata una zona vietata ai turisti: turisti «sconcertati» circondati da manifestanti, cassette portachiavi bloccate sugli appartamenti turistici, spiagge che i residenti rivendicano come proprie. Titoli così vendono bene. Ma raccontano solo metà della storia — e distorcono l'altra metà. È ora di fare chiarezza.

Cosa succede davvero

Alle Canarie esiste da due anni un ampio movimento di protesta con lo slogan «Canarias tiene un límite» — «Le Canarie hanno un limite». È iniziato nell'aprile 2024 con manifestazioni in tutte e otto le isole, a cui hanno partecipato, a seconda del conteggio, decine di migliaia di persone al giorno e, nell'arco dell'intero movimento, centinaia di migliaia. Da allora le proteste tornano a ondate, ultimamente spostate dalle capitali insulari direttamente nelle roccaforti turistiche: Puerto del Carmen a Lanzarote, Playa de las Américas a Tenerife, Maspalomas a Gran Canaria.

A Lanzarote queste proteste appaiono spesso più immediate che altrove. Poiché qui il turismo è concentrato nello spazio, i cortei e i turisti che prendono il sole si incrociano più in fretta. Cori come «Esta playa es nuestra» — «Questa spiaggia è nostra» — si sono effettivamente sentiti. È questa la scena che i tabloid catturano.

Cosa vogliono i manifestanti (e cosa no)

Il punto cruciale che si perde nei titoli: il movimento non è rivolto contro i turisti come persone, ma contro un modello turistico che, agli occhi di molti isolani, sta collassando. «Non si tratta di odiare i turisti», ha detto un manifestante ad Arrecife. «Si tratta di poter respirare a casa nostra.»

Le lamentele sono concrete e ben documentate. Primo, la crisi abitativa: trasformare le abitazioni in affitti turistici a breve termine fa salire i canoni e caccia i residenti dai quartieri costieri. È proprio ciò che rappresentano le «cassette portachiavi» sulle porte che compaiono nei titoli — un simbolo di come i vicini vengano sostituiti da ospiti di passaggio. Secondo, lo stress idrico: su isole aride, ogni visitatore in più consuma risorse scarse. Terzo, i salari: circa il 40 per cento dei lavoratori è impiegato nel turismo, spesso mal pagato, mentre il costo della vita sale. Con circa 2,2 milioni di residenti, le Canarie hanno accolto nel 2024 oltre 15 milioni di turisti.

Lo sfondo politico: una legge in sospeso

Le proteste cadono in una fase di incertezza giuridica. Il Ministero della Casa spagnolo chiede alle Canarie di chiudere circa 14.200 affitti turistici illegali perché «cacciano i canari dai loro quartieri». Allo stesso tempo, il Tribunale Supremo ha dichiarato nullo il 21 maggio 2026 il registro nazionale previsto per gli affitti a breve termine — ritenendo che lo Stato non abbia competenza in materia. La regolamentazione degli affitti turistici, il cuore del dibattito, resta così in sospeso.

Come i tabloid distorcono la storia

Qui la faccenda si fa delicata. Diversi media britannici e internazionali hanno trasformato il movimento di protesta in un racconto dissuasivo. La prestigiosa guida Fodor's ha inserito le Canarie nella sua «No List 2026»; alcune assicurazioni e blog di viaggio mettono Lanzarote e Tenerife in liste di «non viaggiare». Sono circolate immagini di turisti britannici «sconcertati» e «a disagio», circondati da manifestanti.

Gli analisti del settore inquadrano la cosa in modo molto più sobrio: si tratta di uno shock reputazionale, non di un crollo. Le prenotazioni per la prossima estate calano solo lievemente rispetto al 2025; molti viaggiatori vengono comunque. E a Lanzarote stessa c'è una reazione contro la caricatura: già nel 2024 alcuni imprenditori organizzarono proprie manifestazioni con lo slogan «Lanzarote Loves Tourism», con i turisti che applaudivano a Puerto del Carmen. «Non possiamo permettere che si trasmetta un'immagine falsa di com'è davvero Lanzarote», ha detto uno degli organizzatori.

💡 Cosa significa per le tue vacanze Chi viaggia a Lanzarote non deve temere ostilità. Le proteste sono pacifiche e rivolte alla politica, non ai singoli ospiti. Al massimo, in una giornata di protesta potresti imbatterti in una manifestazione in una località turistica. Se vuoi fare del bene all'isola:
  • Usa l'acqua con consapevolezza — su isole aride, una vera necessità.
  • Lascia i soldi in bar e negozi locali, non solo dentro il villaggio «all inclusive».
  • Tieni presente che dietro la cartolina vivono persone che sempre meno possono permettersi la propria isola.

La vera storia

Non è un motivo per restare a casa — ma una buona ragione per essere un ospite rispettoso. Perché la vera storia di Lanzarote non è quella di isolani furiosi contro britannici ignari. È la storia di un'isola che lotta per vivere di turismo senza esserne soppiantata.

Domande frequenti

È pericoloso viaggiare a Lanzarote in questo momento?
No. Le proteste sono pacifiche e rivolte alla politica turistica, non ai singoli turisti. Nel peggiore dei casi, in una giornata di protesta potresti imbatterti in una manifestazione in una località turistica.
È vero che i residenti sbarrano le spiagge e bloccano le cassette portachiavi?
Queste immagini circolano sui tabloid. Le «cassette portachiavi» sono soprattutto un simbolo del movimento per la sostituzione dei vicini a causa degli affitti turistici. Non si tratta di vandalismo diffuso, ma di azioni puntuali e quasi sempre simboliche nell'ambito di proteste pacifiche.
Di cosa parla «Canarias tiene un límite»?
Di un modello turistico che molti residenti vedono collassare: canoni alle stelle a causa degli affitti turistici, stress idrico e salari bassi. Il movimento chiede un cambio di modello, non la fine del turismo.
Le prenotazioni crollano?
No. Gli analisti parlano di uno shock reputazionale, non di un crollo. Le prenotazioni estive calano solo lievemente rispetto al 2025.
Cosa posso fare come ospite?
Risparmiare acqua, spendere nelle attività locali e comportarsi con rispetto. Coincide con ciò che il movimento stesso si aspetta da un turismo più sostenibile.