Partiamo dall'idea. Il nucleo è una struttura ad anello che collega Gran Canaria, Lanzarote e Fuerteventura in fibra.

Da lì una diramazione internazionale prosegue fino a Tarfaya, sulla costa sud del Marocco. Il promotore è Canalink, un'impresa pubblica del Cabildo de Tenerife.

Il punto forte sta nella forma. Un anello significa che, se un tratto si guasta, il traffico può scorrere nel senso opposto — la connessione regge.

Perché è strategico

Le Canarie si trovano in mezzo all'Atlantico, sulla rotta naturale tra Europa, Africa e America. Già oggi passano per l'arcipelago diversi sistemi internazionali di cavo, come ACE, WACS e 2Africa.

Il nuovo anello punta a rafforzare quel ruolo. Crea rotte aggiuntive e riduce la dipendenza da collegamenti unici — importante per operatori, fornitori cloud e data center.

Dietro c'è una domanda di dati che cresce a grande velocità nel mondo. I servizi cloud, lo streaming video e l'intelligenza artificiale fanno impennare il bisogno di banda.

Per l'economia canaria è più che tecnologia. Una connessione migliore rende le isole più attraenti per gli investimenti digitali, i data center e i servizi finanziari o scientifici a bassa latenza.

Il risvolto politico: il Sahara Occidentale Per quanto utile sia il cavo, il suo tracciato non è privo di polemiche. La diramazione termina a Tarfaya — proprio al confine con il Sahara Occidentale, un territorio che l'ONU considera ancora da decolonizzare e il cui status è conteso tra il Marocco e il Fronte Polisario. Il Governo canario sottolinea espressamente che il cavo va a Tarfaya e non ha nulla a che vedere con il Sahara Occidentale. I critici, però, avvertono che il Marocco potrebbe in seguito prolungare la connessione verso i territori che controlla; la Corte di giustizia della UE considera illegali le attività economiche nel Sahara Occidentale senza il consenso del Fronte Polisario. Poiché il progetto è cofinanziato con fondi europei, ne potrebbe nascere un contenzioso.
In breve: perché i cavi sottomarini contano Contrariamente a quanto molti pensano, la maggior parte del traffico internet non passa dai satelliti, ma da cavi in fibra ottica sul fondo del mare — oltre il 95 per cento nel mondo. Questi cavi sono formati da fibre di vetro ultrasottili, protette da vari strati contro la pressione, le correnti e i danni. Per le regioni insulari sono la via vitale verso l'esterno; più cavi collegati ad anello evitano che un solo guasto interrompa l'intera connessione.

Domande frequenti

Chi c'è dietro il progetto?
Canalink, un'impresa pubblica del Cabildo de Tenerife. Il progetto è cofinanziato dalla UE.
Quali isole vengono collegate?
Nella prima fase Gran Canaria, Lanzarote e Fuerteventura, tramite un anello in fibra, con una diramazione fino a Tarfaya (Marocco).
Quanto costa il tutto?
Circa 49 milioni di euro, con cofinanziamento europeo.
Cosa porta alle Canarie?
Più resilienza, rotte dati aggiuntive e capacità per cloud, IA e servizi intensivi di dati — e un ruolo più forte come snodo digitale atlantico.
Perché il tracciato è contestato?
Perché la diramazione termina vicino al Sahara Occidentale. Il Governo separa il progetto dal territorio conteso; i critici temono un prolungamento successivo da parte del Marocco.

Aggiornato al 03/07/2026. Fonti, tra le altre: Data Center Dynamics, Canalink, National Geographic, Infobae e OCTSI. I dati su tracciato, budget e tempistiche secondo comunicazioni pubbliche; alcune fonti indicano orizzonti temporali diversi per l'entrata in servizio. L'esposizione sul Sahara Occidentale riporta la situazione giuridica e le posizioni delle parti e non è una presa di posizione politica. Questo articolo è un'informazione generale. Immagine illustrativa.