Per anni abbiamo misurato il successo turistico delle Canarie contando i visitatori. Sempre più turisti, sempre più aerei pieni, sempre più code nei ristoranti. Ma il 2026 sta raccontando una storia diversa, e forse più interessante. I dati ufficiali dei primi sei mesi dell'anno mostrano che il numero di visitatori stranieri sta rallentando vistosamente, in alcuni mesi addirittura calando. Eppure, gli incassi restano solidamente ancorati ai livelli record.
Come è possibile? La risposta sta in due parole: prezzi e spesa. Gli hotel hanno aumentato le tariffe ben oltre l'inflazione, i pacchetti vacanza costano di più, e chi arriva tende a spendere di più ogni giorno, anche se magari si ferma per periodi più brevi. È il cosiddetto modello “qualità invece di quantità”, che il governo regionale sta spingendo con convinzione. Ma è una strategia sostenibile nel lungo periodo? E quali rischi comporta per l'economia delle isole e per i visitatori? Vediamo cosa dicono esattamente i numeri.
Il 2025: anno dei record assoluti
Prima di analizzare il rallentamento del 2026, bisogna capire da dove veniamo. Il 2025 è stato un anno straordinario per il turismo canario sotto quasi ogni punto di vista. Le isole hanno accolto complessivamente 18,39 milioni di turisti, con un aumento del 3,48% rispetto al 2024. Di questi, 15,69 milioni erano visitatori stranieri, in crescita del 3% sull'anno precedente.
Ma il dato più impressionante riguarda il fatturato: circa 23 miliardi di euro, con un incremento di quasi il 4% rispetto al 2024. Rispetto al periodo pre-Covid, l'aumento nominale è stato del 63%, che al netto dell'inflazione accumulata (22% da dicembre 2019) si traduce in una crescita reale del 41%. In pratica, le Canarie guadagnano molto di più di prima, anche se il numero di visitatori non è cresciuto nella stessa proporzione.
La spesa media giornaliera per turista si è attestata a 178,16 euro, in leggero aumento rispetto ai 177,56 euro del 2024. Un incremento modesto, che però si accompagna a un balzo ben più significativo dei prezzi degli hotel: la tariffa media camera (ADR) è salita del 5,5% e il ricavo per camera disponibile (RevPAR) del 6%, entrambi ben al di sopra del tasso di inflazione, fermo al 3%. Il tutto con tassi di occupazione ai massimi storici.
Inizio 2026: arrivi che frenano, spesa che tiene
Ed eccoci al 2026. I dati dei primi cinque mesi mostrano un cambiamento di passo evidente. Secondo le rilevazioni ufficiali di Frontur ed Egatur, tra gennaio e maggio 2026 gli arrivi di turisti stranieri sono stati praticamente identici a quelli dello stesso periodo del 2025: 6,77 milioni, con un aumento risibile dello 0,1%. La spesa totale dei visitatori esteri è stata di 10,303 miliardi di euro, appena 8 milioni in più rispetto ai 10,295 miliardi del 2025. In sostanza, tutto fermo.
Anche i dati di CaixaBank Research, che coprono il periodo gennaio-aprile 2026, confermano il quadro: turisti stranieri in crescita di appena lo 0,2% (quasi 5,7 milioni) e spesa in calo dello 0,4% (poco più di 8,7 miliardi). L'istituto parla esplicitamente di “debolezza del turismo” e di “minore dinamismo dei pernottamenti”.
Eppure, se guardiamo al solo mese di maggio 2026, la spesa totale dei visitatori stranieri è stata di 1,555 miliardi di euro, in aumento del 2,4% rispetto a maggio 2025. La spesa media per visitatore ha raggiunto i 1.453 euro, circa il 3% in più di un anno prima, con una permanenza media di 7,5 giorni. Insomma, meno turisti in termini assoluti, ma quelli che arrivano spendono di più.
Giugno 2026: il caso esemplare
Il mese che meglio illustra la nuova dinamica è giugno 2026. I dati dell'Istituto Nazionale di Statistica spagnolo (INE) parlano chiaro: le Canarie hanno ricevuto 1.030.193 turisti internazionali, con un calo del 4,47% rispetto a giugno 2025. Nonostante questa flessione significativa degli arrivi, la spesa totale è rimasta perfettamente stabile a 1,561 miliardi di euro, esattamente lo stesso livello di giugno 2025 (variazione 0%).
Si tratta del quarto miglior dato storico di affluenza di turisti stranieri per un mese di giugno e del secondo miglior volume di incassi mai registrato in quel mese. In altre parole, anche con quasi il 5% di visitatori in meno, gli incassi sono rimasti vicinissimi al record. Il titolo dell'articolo di Diario de Avisos che riporta questi dati parla di una spesa media giornaliera che “schizza” verso nuovi massimi, un chiaro segnale che la strategia dei prezzi alti sta funzionando, almeno sul fronte dei ricavi.
La strategia “qualità sopra quantità” e i suoi rischi
Il governo regionale delle Canarie ha fatto della “qualità sopra la quantità” il proprio mantra turistico. Alla fiera FITUR di Madrid, i rappresentanti dell'esecutivo hanno sottolineato con orgoglio che il fatturato reale del turismo è cresciuto del 41% rispetto al pre-pandemia, a fronte di un aumento molto più contenuto del numero di visitatori. L'obiettivo dichiarato è smettere di “contare semplicemente i turisti” e concentrarsi invece sull'aumento della spesa e della qualità dei visitatori.
Questa strategia poggia su gambe solide: il turismo rappresenta circa il 38% del PIL delle Canarie, e nel 2025 i visitatori stranieri hanno speso oltre 24 miliardi di euro nell'arcipelago. Tariffe camera in crescita, pacchetti più cari, spesa media giornaliera in aumento: tutti indicatori che suggeriscono una maggiore redditività per il settore, anche a fronte di volumi stabili o in calo.
Ma non mancano i segnali di preoccupazione. CaixaBank Research e BBVA parlano apertamente di “debolezza del turismo” e di una crescita del PIL canario prevista tra il 2,3% e il 3,2% nel 2026, solo leggermente sopra o addirittura sotto la media nazionale, proprio a causa del rallentamento turistico. C'è il rischio concreto che un eccessivo affidamento sugli aumenti di prezzo possa alla lunga scoraggiare la domanda, soprattutto se altre destinazioni concorrenti restano più economiche.
Un altro fronte caldo è quello dell'impatto sociale. Le proteste dei residenti contro l'overtourism sono state una costante degli ultimi anni, con l'agosto 2024 che ha fatto segnare il record assoluto di arrivi internazionali. L'aumento dei prezzi degli hotel e dei servizi turistici può facilmente tradursi in un aumento del costo della vita per chi vive alle Canarie tutto l'anno, anche se al momento non esistono dati ufficiali che quantifichino questo effetto in modo preciso.
Domande frequenti
- È vero che nel 2026 arrivano meno turisti alle Canarie?
- Sì, in alcuni mesi sì. A giugno 2026 gli arrivi internazionali sono calati del 4,47% rispetto a giugno 2025. Nei primi cinque mesi dell'anno, invece, i numeri sono praticamente identici a quelli del 2025, con una crescita minima dello 0,1%.
- Se ci sono meno turisti, perché gli incassi restano alti?
- Perché i prezzi degli hotel e dei pacchetti vacanza sono aumentati significativamente, e la spesa media giornaliera per turista è cresciuta. A giugno 2026, nonostante il calo degli arrivi, la spesa totale è rimasta invariata a 1,561 miliardi di euro.
- Quanto spendono in media i turisti alle Canarie?
- Nel 2025 la spesa media giornaliera è stata di 178,16 euro per persona. A maggio 2026 la spesa media per l'intero soggiorno ha raggiunto i 1.453 euro per visitatore, con un aumento del 3% rispetto all'anno precedente.
- I prezzi degli hotel stanno davvero salendo così tanto?
- Sì. Nel 2025 la tariffa media camera (ADR) è cresciuta del 5,5% e il ricavo per camera disponibile (RevPAR) del 6%, entrambi ben al di sopra dell'inflazione (3%). Le previsioni per il 2026 indicano ulteriori aumenti.
- Questa strategia dei prezzi alti è sostenibile nel lungo periodo?
- È il grande dibattito del momento. Da un lato, i ricavi restano record e la redditività delle imprese migliora. Dall'altro, alcuni istituti di ricerca parlano di “debolezza del turismo” e di possibili cali della domanda se i prezzi continueranno a salire. Non c'è ancora una risposta definitiva.
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Stand dei dati: agosto 2026. Fonti: ISTAC, INE (Frontur/Egatur), CaixaBank Research, Promotur Turismo de Canarias, La Voz de Lanzarote, Canarian Weekly, Diario de Avisos.
