Cosa cambia per chi vuole lavorare senza documenti?
Chi presenta la domanda non deve più aspettare la decisione finale per lavorare. Il Real Decreto 316/2026 del 14 aprile 2026 modifica in un punto decisivo il regolamento spagnolo sugli stranieri.
Secondo la sintesi del Consejo General de Gestores Administrativos, con l'arraigo sociolaboral il permesso provvisorio di soggiorno e lavoro vale non appena l'autorità ammette la domanda all'esame. La comunicazione di ammissione deve indicare che la persona può lavorare in via provvisoria come dipendente.
Il datore di lavoro può quindi iscriverla subito alla Seguridad Social (previdenza sociale). Il permesso definitivo, però, diventa efficace solo se l'iscrizione avviene entro un mese dalla comunicazione di approvazione.
La nuova regola vale anche per turisti e residenti del sud?
Per i turisti e i cittadini UE non cambia nulla, perché la regola riguarda chi deve ancora regolarizzare il soggiorno in Spagna. Un tedesco che resta oltre tre mesi deve comunque registrarsi, ma è un dato generale che non fa parte di questa notizia.
Le aziende in cerca di personale sentono la novità in modo indiretto. Yeray Castellano, direttore del Colegio Oficial de Graduados Sociales de Gran Canaria y Fuerteventura, ha indicato agricoltura, ristorazione e posti qualificati come i settori con più bisogno.
Anche le imprese hanno degli obblighi, ha ricordato Sandra Santana Trujillo, vicepresidente del Colegio. Chi impiega stranieri senza permesso rischia sanzioni, e le aziende devono dimostrare i requisiti economici e amministrativi.
Cosa hanno detto gli esperti a Puerto del Rosario?
La III Jornada de Extranjería (giornata di studio sul diritto degli stranieri) si è tenuta il 29 ottobre 2026 a Puerto del Rosario. Sono intervenuti Carlos Mora Almudí, ex direttore generale per la Migrazione, Francisco Javier Durán Ruiz, responsabile dell'Oficina de Extranjería di Almería, e César Tolosa Tribiño, giudice della Corte costituzionale.
Santana ha descritto un dilemma: chi ha bisogno di un lavoro per regolarizzare il soggiorno spesso non può ancora lavorare. «Il paradosso è che finiscono nell'economia sommersa», ha detto, secondo Fuerteventura Digital.
Come via d'uscita ha indicato il precontratto, con cui un'azienda promette di assumere qualcuno appena arriva il permesso. Castellano ha parlato di «un esercito di persone nell'incertezza», riferendosi a chi ha presentato la domanda nei termini e attende la comunicazione per iniziare a lavorare.
Quanto durano le pratiche?
Al 2 luglio 2026 il ministero dell'Inclusione, della Previdenza sociale e della Migrazione contava in tutta la Spagna 1.174.978 domande di regolarizzazione straordinaria, con 609.737 pratiche esaminate. Il termine andava dal 16 aprile al 30 giugno 2026.
Potevano presentare domanda le persone senza documenti in Spagna prima del 1° gennaio 2026 e presenti nel Paese da almeno cinque mesi senza interruzioni. Nelle Canarie, secondo Diario de Avisos, le domande sono state 37.525.
Di queste, 21.807 sono arrivate nella provincia di Las Palmas e 15.718 a Santa Cruz de Tenerife. Un dato solo per Fuerteventura non esiste.
Gli uffici stranieri dipendono dallo Stato, mentre il governo delle Canarie non rilascia permessi. Secondo un servizio della RTVC dell'8 maggio 2025, negli uffici delle Canarie lavorano 225 persone, circa 125 a Las Palmas e 100 a Santa Cruz de Tenerife.
I sindacati UGT e CCOO chiedevano allora più personale. Per la RTVC, nel 2024 gli uffici hanno trattato più di 20.000 pratiche senza personale aggiuntivo.
Cosa resta ancora aperto?
Quanto si aspetta oggi all'ufficio stranieri di Fuerteventura, nessun ente ufficiale l'ha finora pubblicato. Anche su tasse e su chi le paga la ricerca non ha trovato nulla di sicuro.
Dal resoconto non risulta se il Colegio abbia avanzato a Puerto del Rosario richieste concrete, per esempio più personale o appuntamenti online. Nessuno ha indicato una nuova data di avvio per pratiche più rapide.
Anche i rinnovi sono un problema, secondo Santana, per via del percorso professionale, dei periodi contributivi, dei documenti o della situazione economica delle aziende. Il sito di consulenza Ineaf scrive che l'applicazione del regolamento varia da regione a regione.
Chi è interessato dovrebbe chiedere all'ufficio stranieri o a un'associazione di categoria a che punto è la propria pratica. Nuove date non sono state finora confermate.