Chi vive alle Canarie lo sa bene: il sole, il turismo e un'economia che sembra sempre in movimento possono nascondere crepe profonde. L'ultimo rapporto del Ministero dell'Istruzione spagnolo ne mette in luce una particolarmente preoccupante. Nel 2025, il tasso di abbandono scolastico precoce nell'arcipelago ha raggiunto il 15,9%, un balzo in avanti di quasi tre punti rispetto al 13,1% registrato nel 2024. È un numero che fa rumore, perché allontana le isole non solo dalla media nazionale spagnola, ferma al 12,8%, ma soprattutto dagli obiettivi che l'Unione Europea si è data per il 2030: scendere sotto la soglia del 9%.
Dietro la percentuale ci sono migliaia di ragazze e ragazzi che lasciano il sistema educativo senza un diploma di scuola secondaria superiore. Un fenomeno che alle Canarie ha un volto particolare, legato a doppio filo con le opportunità — e le trappole — di un mercato del lavoro che in settori come la ristorazione e l'ospitalità offre impieghi immediati anche a chi ha appena sedici anni. Il governo regionale non usa giri di parole: esiste una «relazione diretta tra occupazione giovanile e abbandono», e il rimbalzo post-pandemia lo ha reso evidente.
Un trend che inverte la rotta: dal minimo del 2021 alla risalita
Per capire la portata del fenomeno bisogna guardare la curva degli ultimi anni. Le Canarie erano riuscite a scendere fino al 12,0% nel 2021, un risultato incoraggiante dopo il picco del 20,8% toccato nel 2019. Poi qualcosa è cambiato. Con la ripresa economica post-Covid, la domanda di manodopera nel settore dei servizi è esplosa, e molti giovani hanno trovato conveniente entrare subito nel mondo del lavoro invece di proseguire gli studi.
I dati ufficiali del Sistema Estatal de Indicadores de la Educación 2026 collocano oggi l'arcipelago come la seconda regione spagnola con il tasso più alto, dietro soltanto a Murcia. Un dettaglio che fa riflettere: altre comunità autonome con una forte vocazione turistica, come le Baleari, condividono dinamiche simili, segno che il problema ha radici strutturali e non episodiche. Nel frattempo, la media europea si attesta intorno al 9,4% (dato 2024), con stime che per il 2025 la vedono scendere ulteriormente al 9,1%. Il divario tra le isole e il resto d'Europa si allarga.
Il richiamo del lavoro stagionale: quando il turismo diventa un'arma a doppio taglio
Chi passeggia per le zone turistiche di Gran Canaria, Tenerife o Fuerteventura lo vede con i propri occhi: camerieri, addetti alle pulizie, commessi di negozi e supermercati spesso hanno volti giovanissimi. Il settore dell'ospitalità è un datore di lavoro vorace, e per un ragazzo o una ragazza di sedici o diciassette anni l'idea di guadagnare subito uno stipendio può essere più allettante di un biennio scolastico che sembra lontano e astratto.
Il governo delle Canarie ha riconosciuto che il problema è condizionato dall'«inserimento lavorativo precoce» e ha annunciato l'intenzione di rafforzare le politiche di orientamento, permanenza nel sistema educativo e compatibilità tra lavoro e studio. Ma il punto, osservano analisti e sindacati del settore, è che senza un intervento strutturale sull'economia sommersa e sulla qualità dell'offerta formativa professionale, il cerchio difficilmente si spezza. Non si tratta di colpevolizzare chi cerca un reddito, ma di offrire alternative credibili.
La scuola dell'infanzia: il primo anello debole della catena
C'è un altro dato che aiuta a mettere a fuoco il quadro: alle Canarie, meno della metà dei bambini di due anni risulta iscritta a un percorso scolastico. Nel 2023-24 la percentuale si è fermata al 46%, un valore che gli esperti considerano un campanello d'allarme. La partecipazione alla scuola dell'infanzia è infatti uno dei predittori più affidabili del successo scolastico futuro: chi inizia prima tende a rimanere più a lungo nel sistema.
Le fonti ufficiali non forniscono un confronto diretto con la media nazionale per questa specifica fascia d'età, ma il semplice fatto che meno di un bambino su due frequenti un ambiente educativo strutturato prima dei tre anni la dice lunga sulle disuguaglianze di partenza. In un territorio segnato da sacche di povertà e da una geografia frammentata, garantire posti negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia è una partita che si gioca sul filo dei bilanci comunali e regionali.
Cosa si sta facendo (e cosa no): misure, strategie e promesse
Il dipartimento regionale dell'istruzione ha ribadito di essere al lavoro su tre assi: potenziare l'orientamento scolastico, trattenere gli studenti nel sistema e rendere più flessibile la combinazione tra studio e lavoro. Si tratta di linee d'azione già presenti nella strategia regionale contro l'abbandono, anche se al momento non è stato presentato un pacchetto di misure completamente nuovo voce per voce.
A livello europeo, la risposta si chiama «Percorsi per il successo scolastico», un'iniziativa che punta a migliorare le competenze di base, ridurre l'uscita precoce senza qualifica e sostenere il benessere degli studenti. Bruxelles ha fissato l'asticella al 9% entro il 2030, un traguardo che per le Canarie, con il 15,9% attuale, appare oggi molto lontano. La sensazione, tra addetti ai lavori e famiglie, è che serva uno scatto collettivo: più investimenti, più dialogo tra scuola e imprese, e soprattutto la volontà di considerare l'istruzione non come un optional ma come l'infrastruttura più importante per il futuro delle isole.
Domande frequenti
- Cos'è esattamente l'abbandono scolastico precoce?
- È la percentuale di giovani tra i 18 e i 24 anni che hanno completato al massimo la scuola secondaria inferiore e non frequentano alcun percorso di istruzione o formazione.
- Perché le Canarie hanno un tasso così alto rispetto al resto della Spagna?
- Il peso del settore turistico e la facilità di trovare lavori poco qualificati spingono molti adolescenti a lasciare gli studi prima del diploma.
- Qual è l'obiettivo dell'Unione Europea per il 2030?
- L'UE vuole portare il tasso di abbandono scolastico precoce al di sotto del 9% in tutti gli Stati membri.
- Cosa possono fare i genitori se un figlio vuole lasciare la scuola?
- Rivolgersi ai servizi di orientamento scolastico della propria zona e valutare i percorsi di formazione professionale che permettono di studiare e lavorare.
- La situazione è uguale in tutte le isole dell'arcipelago?
- I dati aggregati non scendono al dettaglio insulare, ma le zone a più alta densità turistica tendono a registrare tassi di abbandono più elevati.
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Stand dei dati: luglio 2026, sulla base del Sistema Estatal de Indicadores de la Educación 2026 e dei comunicati ufficiali del Ministero dell'Istruzione spagnolo e del Governo delle Canarie.
