Le Canarie minacciano il ricorso sul triage dei minori
In un incontro bilaterale tenutosi a Madrid il 7 settembre 2026, il governo delle Canarie e il ministero spagnolo delle Migrazioni non hanno raggiunto un accordo su chi debba effettuare il triage – l'identificazione e la valutazione iniziale – dei minori migranti non accompagnati che arrivano nell'arcipelago. Lo hanno riferito EFE, Europa Press, RTVE ed eldiario.es/Canarias Ahora.
Foto: Mentxuwiki, CC BY-SA 4.0 (Symbolbild).
All'incontro hanno partecipato Candelaria Delgado, consejera de Bienestar Social, Igualdad, Juventud, Infancia y Familias del governo canario, ed Elma Saiz, ministra spagnola per l'Inclusione, la Sicurezza sociale e le Migrazioni. Secondo entrambe le parti la questione centrale – la competenza – è rimasta aperta. Irrisolto anche chi debba nominare il rappresentante legale dei minori durante quella procedura, la figura del “defensor del menor” che le isole chiedono allo Stato di definire.
Che cosa è successo nell'incontro bilaterale
Secondo EFE ed Europa Press, al termine dell'incontro Delgado ha dichiarato che la riunione non ha permesso di avanzare sul punto principale: chi si fa carico del triage nell'ambito del controllo di frontiera. L'esecutivo canario sostiene che si tratti di una competenza statale.
Il ministero ha invece offerto di coprire i costi del triage, sia alle Canarie sia a Ceuta e Melilla. Come riportano eldiario.es/Canarias Ahora ed EFE, Delgado ha respinto quella soluzione affermando che “non è una questione di denaro”. La ministra Saiz, secondo RTVE, ha ammesso che alcuni aspetti del Patto europeo su migrazione e asilo dovranno essere chiariti in sede giudiziaria, difendendo al tempo stesso lo stanziamento di fondi.
Nelle informazioni disponibili non risultano un comunicato congiunto né una data per un nuovo incontro.
Che cos'è il triage e perché conta chi lo esegue
Il governo canario fonda la propria posizione sul regolamento (UE) 2024/1356, il regolamento sugli accertamenti del Patto europeo su migrazione e asilo, che secondo i media citati si applica dal 12 giugno 2026. Prevede una procedura iniziale per chi entra irregolarmente da una frontiera esterna dell'UE o viene sbarcato dopo un soccorso in mare: identificazione, controllo di sicurezza, screening sanitario e valutazione della vulnerabilità. Sempre secondo quelle fonti, deve concludersi il prima possibile e comunque entro sette giorni; le isole richiamano l'articolo 8 del regolamento.
Il triage non coincide con la procedura formale di accertamento dell'età. In Spagna è il Ministerio Fiscal, la procura, ad aprire il fascicolo e, se del caso, ad autorizzare gli esami medici, eseguiti dai medici legali; RTVE cita radiografie del carpo e della dentatura. Fino alla definizione, la persona va trattata in via cautelare come minorenne.
Perché la competenza conta: chi esegue il triage determina di fatto con quale rapidità si decide se una persona entra nel sistema di protezione dei minori, in una procedura di asilo o in un ricongiungimento familiare, e quindi quanto a lungo resta nel sistema di accoglienza canario.
Le due posizioni, con attribuzione
Governo delle Canarie: il portavoce dell'esecutivo, Cándido Cabello, ha affermato il 4 settembre 2026, secondo RTVC, che la richiesta “non è una rivendicazione nuova”; la procedura è prevista dal regolamento europeo e spetta agli Stati membri designare le autorità responsabili. L'amministrazione regionale distingue tra le proprie competenze di protezione e tutela dei minori e la precedente gestione migratoria e di frontiera, che attribuisce allo Stato. Delgado ha avvertito, secondo eldiario.es/Canarias Ahora, che una soluzione basata solo sui fondi produrrebbe di nuovo un accumulo di minori nel sistema di accoglienza, parlando di un sovraffollamento in aumento.
Ministero: secondo RTVE ed EFE, il ministero ritiene praticabile stanziare fondi per le isole e per Ceuta e Melilla senza assumere direttamente l'esecuzione, e sostiene che i dubbi interpretativi del patto europeo potranno essere risolti in via giudiziaria. Le informazioni disponibili non riportano una cifra specifica per le Canarie.
Le organizzazioni per l'infanzia criticano il modo in cui viene svolto l'accertamento dell'età: Save the Children ha chiesto, secondo Europa Press, di dare priorità alla presunzione di minore età e di ricorrere agli esami medici solo come ultima risorsa, mentre la Fundación Raíces ne sottolinea gli ampi margini di errore. Diversi media riferiscono che il Tribunal Supremo ha ritenuto che chi presenta un documento d'identità valido non debba essere sottoposto a esami dell'età, salvo dubbi giustificati sulla sua autenticità. Le amministrazioni, dal canto loro, sostengono che un'identificazione affidabile sia il presupposto per protezione, tutela e trasferimento.
I numeri e lo stato del programma di trasferimenti
Secondo i dati della Consejería citati da vari media nell'agosto 2026, le Canarie assistevano circa 2.600 minori migranti non accompagnati in 86 strutture, a fronte di una capacità ordinaria indicata in 737 posti. Alcune informazioni parlano di circa 2.700: le cifre variano a seconda della data di riferimento e della fonte. Al picco, sempre secondo quelle fonti, si erano superati i 5.000.
Il quadro giuridico dei trasferimenti deriva dal Real Decreto-ley 2/2025 del 18 marzo 2025, che ha inserito gli articoli da 35 bis a 35 quinquies nella legge sull'immigrazione e prevede una ricollocazione obbligatoria quando un territorio triplica la propria capacità ordinaria di accoglienza. Il Real Decreto 658/2025 ha disciplinato la procedura di trasferimento, con un termine indicato dalle fonti in un massimo di 15 giorni. Le Canarie restano classificate come territorio in “contingencia migratoria”.
Sull'attuazione: fino al 31 luglio 2026, La Provincia ha riferito di 2.273 minori trasferiti dalle Canarie alla Penisola – 364 in base alla disposizione aggiuntiva della riforma, 709 per la cosiddetta via rapida e circa 1.200 come richiedenti asilo dopo provvedimenti del Tribunal Supremo. Al 23 agosto, 233 minori avevano una decisione definitiva di trasferimento non eseguita e 541 trasferimenti previsti erano saltati per opposizioni o altri motivi.
Sugli arrivi: fino al 15 agosto 2026 il ministero dell'Interno ha registrato 4.808 arrivi irregolari alle Canarie, secondo il bilancio quindicinale citato da Moncloa.com, il 59,5 % in meno rispetto agli 11.883 dello stesso periodo del 2025.
Che cosa accade ora sul piano procedurale e che cosa resta ignoto
Secondo il governo canario e le concordanti notizie di agenzia, è già stato depositato un primo atto presso la Delegación del Gobierno alle Canarie. Il passo successivo annunciato è una diffida formale (“requerimiento”) rivolta allo Stato; alcune fonti indicano il Consiglio dei ministri come destinatario. Solo dopo sarebbe ipotizzabile un ricorso amministrativo davanti al Tribunal Supremo.
Molto resta da definire. Non è stata indicata una data per la seconda diffida né per un eventuale ricorso, e il testo esatto delle richieste non è stato pubblicato. Non si sa nemmeno se il ministero modificherà la propria posizione prima di quei passaggi, né se verrà istituito un gruppo tecnico congiunto. Sull'esito di un eventuale procedimento non è possibile pronunciarsi: finora nessun ricorso è stato presentato.
Dati chiave
- Incontro bilaterale del 7 settembre 2026 a Madrid tra Candelaria Delgado (Gobierno de Canarias) e la ministra Elma Saiz; nessun accordo sul triage (EFE, Europa Press, RTVE).
- Base giuridica invocata dalle Canarie: regolamento (UE) 2024/1356 del Patto europeo su migrazione e asilo, applicabile dal 12 giugno 2026 secondo i media citati; le isole richiamano l'articolo 8.
- Circa 2.600 minori non accompagnati in 86 strutture a fronte di 737 posti ordinari (dati della Consejería citati nell'agosto 2026); alcune fonti parlano di circa 2.700.
- 2.273 trasferimenti verso la Penisola fino al 31 luglio 2026; 233 decisioni definitive non eseguite al 23 agosto (La Provincia).
- 4.808 arrivi irregolari alle Canarie fino al 15 agosto 2026, il 59,5 % in meno (ministero dell'Interno, citato da Moncloa.com).
- Percorso procedurale: atto alla Delegación del Gobierno, poi diffida allo Stato e solo in seguito un possibile ricorso al Tribunal Supremo (Gobierno de Canarias, EFE).
FAQ
- Che cosa significa “triaje” in questo contesto?
- La prima valutazione dopo l'arrivo: identificazione, controllo di sicurezza, screening sanitario e valutazione della vulnerabilità, compresi gli indizi di minore età. Non coincide con la procedura formale di accertamento dell'età.
- Chi effettua finora l'accertamento dell'età?
- In Spagna è la procura ad aprire il fascicolo e, se del caso, ad autorizzare gli esami medici, eseguiti dai medici legali. Fino alla definizione la persona è trattata in via cautelare come minorenne.
- In che cosa consiste esattamente il disaccordo?
- Il governo canario considera il triage un compito statale legato al controllo di frontiera e chiede inoltre che lo Stato stabilisca chi rappresenta legalmente il minore. Secondo le fonti citate, il ministero offre finanziamenti senza assumere l'esecuzione.
- Che cos'è la “contingencia migratoria”?
- Un meccanismo del Real Decreto-ley 2/2025 del 18 marzo 2025: quando il numero di minori assistiti triplica la capacità ordinaria di un territorio, scatta la ricollocazione obbligatoria in altre comunità. Le Canarie continuano a figurare in tale situazione.
- È già stato presentato un ricorso?
- In base a quanto documentato dalle fonti, no. Sono state annunciate diffide formali agli organi dello Stato; il ricorso al Tribunal Supremo sarebbe il passaggio successivo. Non esistono elementi attendibili per anticipare l'esito di un eventuale procedimento.
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