Dimentica per un attimo le classiche papas arrugadas da spiaggia. Sulla costa meridionale di Fuerteventura, a pochi passi dalle acque turchesi di Costa Calma, c’è un indirizzo che sta facendo parlare di sé ben oltre l’arcipelago. Si chiama El Pellizco e porta la firma di Rigoberto Almeida, un cuoco dal percorso atipico, capace di mettere nello stesso piatto l’anima vulcanica delle Canarie e il ritmo caldo dei Caraibi.

Non stiamo parlando di una stella Michelin, è bene chiarirlo subito. Al momento, nessuna guida francese ha inserito questo ristorante tra i suoi consigli ufficiali per il 2026. Eppure, chi conta davvero nel panorama gastronomico spagnolo ha già acceso i riflettori: la Guida Repsol lo raccomanda con convinzione e la Guía Qué Bueno ha nominato Almeida “Chef Revelazione delle Canarie 2025”. Un riconoscimento che, in una terra di cuochi tenaci, vale quanto un trofeo.

Un viaggio tra gofio, capra majorera e profumi caraibici

La proposta di El Pellizco è un racconto liquido che parte dalla terra arida di Fuerteventura e approda alle spiagge di Cuba. Rigoberto Almeida, con un background familiare cubano-canario, ha costruito una “cocina de autor con acento canario” che non è mai banale. Qui il gofio, la farina tostata simbolo delle Canarie, diventa un dessert croccante o una terra aromatica. La capra majorera, regina dell’isola, viene lavorata in insaccati artigianali prodotti dallo stesso chef o trasformata in una morbidissima “causa limeña” con peperone giallo, omaggio al Perù.

La vera magia, però, esplode nei menu degustazione. Il percorso si chiama “La guantanamera” o “La majorera”, due nomi che sono già una dichiarazione d’intenti. Tra i piatti signature trovi il “tiradito di peto affumicato” con aguachile di maracuyá e mango, una sinfonia agrodolce che sa di brezza oceanica. Oppure le “crocchette di polpo picón”, piccole bombe di sapore che uniscono la terra canaria alla tecnica dello chef. Non manca mai il “brioche di maiale nero a bassa temperatura”, un boccone che si scioglie in bocca, o la spettacolare “coda d’aragosta alla griglia” servita con un’infusione di mojo verde al cocco e uova di trota.

Tre menu, tre esperienze (e una terrazza da sogno)

Aperto dal dicembre 2023, il ristorante si sviluppa su circa 600 metri quadrati divisi in tre spazi: una sala degustazione interna, una terrazza coperta e un mirador all’aperto che si affaccia direttamente sull’Atlantico. I coperti sono solo 16 per servizio, un dettaglio che la dice lunga sulla cura maniacale di ogni piatto. I menu degustazione attuali sono tre. “La guantanamera” è il percorso più completo e costa circa 110 euro. “La majorera” si attesta sugli 80 euro, mentre per un assaggio più informale c’è il menu “Experience” a circa 40 euro.

I prezzi, va detto, sono più che competitivi per il livello dell’offerta. Con un calice di vino in abbinamento, il conto medio può oscillare tra i 75 e i 150 euro a persona, ma guide come Guía Qué Bueno stimano un prezzo medio che, in scenari meno alcolici, può scendere anche intorno ai 45-60 euro. Un rapporto qualità-prezzo che i clienti lodano senza sosta sulle piattaforme di recensioni, definendolo “da stella Michelin” per complessità e presentazione.

Consiglio Prenota con largo anticipo specificando se vuoi il tavolo sulla terrazza mirador: al tramonto l’esperienza sensoriale raddoppia.

Oltre il piatto: la rivoluzione di un “Chef Revelazione”

Quello di Rigoberto Almeida non è solo un progetto culinario, ma un piccolo manifesto culturale. In un’isola dove il turismo di massa spesso appiattisce l’offerta gastronomica, El Pellizco ha scelto la via più difficile: raccontare Fuerteventura attraverso i suoi prodotti iconici, ma con un linguaggio contemporaneo e meticcio. Il “sushi majorero”, ad esempio, utilizza prodotti locali al posto del pesce crudo giapponese. Il “taco México-canario” unisce la piadina messicana al polpo delle acque dell’isola. Sono piatti che parlano di migrazioni, di radici e di un oceano che unisce invece di dividere.

La critica specializzata ha premiato questo coraggio. La Guida Repsol, molto attenta alle realtà emergenti fuori dai circuiti metropolitani, ha inserito il ristorante tra i suoi indirizzi raccomandati. Un segnale importante per chi cerca un’esperienza autentica lontano dalle folle dei resort all-inclusive. E se la Michelin per ora non è arrivata, la voce dei clienti e degli esperti sembra già aver emesso il suo verdetto.

Perché vale il viaggio (anche da lontano)

Costa Calma non è solo una tappa per surfisti e amanti del windsurf. Con l’arrivo di El Pellizco, la penisola di Jandía si candida a diventare una meta gastronomica per viaggiatori curiosi. La posizione è invidiabile: Calle Montaña Azufra 1, praticamente in prima linea sul mare. Dopo cena, una passeggiata sulla spiaggia sotto un cielo stellato è il finale perfetto per una serata che difficilmente dimenticherai.

Se stai pianificando un soggiorno a Fuerteventura e vuoi regalarti una cena che vada oltre il semplice “mangiare bene”, tieni d’occhio questo indirizzo. La combinazione tra la maestria tecnica di Almeida, la qualità delle materie prime majorere e quel tocco caraibico che scalda il cuore rendono El Pellizco una delle tavole più interessanti dell’arcipelago in questo momento. Non ha ancora la stella, ma ha già la sostanza.

Da sapere Il ristorante non risulta al momento raccomandato dalla Guida Michelin 2026, nonostante alcune voci online. I riconoscimenti ufficiali verificati sono Guida Repsol e Guía Qué Bueno.

Domande frequenti

El Pellizco ha una stella Michelin?
No, al momento non risulta raccomandato né stellato dalla Guida Michelin. È però consigliato dalla Guida Repsol.
Quanto costa mangiare da El Pellizco?
I menu degustazione vanno da circa 40 a 110 euro a persona. Con vino e pairing, il conto medio è tra 75 e 150 euro.
Che tipo di cucina propone Rigoberto Almeida?
Cucina d’autore canaria con forte influenza cubana e caraibica, base mediterranea e spagnola. Il gofio e la capra majorera sono protagonisti.
Dove si trova esattamente il ristorante?
In Calle Montaña Azufra 1, a Costa Calma, nel comune di Pájara, Fuerteventura. Ha una terrazza con vista diretta sull’oceano.
È necessario prenotare con molto anticipo?
Sì, la sala degustazione ha solo 16 coperti a servizio. Si consiglia di prenotare con settimane di anticipo, specialmente per la terrazza.

Stand 15 luglio 2026. Prezzi e disponibilità possono variare. Verifica sempre sul sito ufficiale o contatta direttamente il ristorante prima di prenotare.