Ogni estate, puntuale, arriva la notizia che fa sobbalzare chi ha prenotato le vacanze alle Canarie. Quest’anno è toccato al tabloid britannico The Sun puntare il dito contro alcune località dell’arcipelago, invitando i turisti a evitarle. Il clamore è nato dalla pubblicazione di un articolo che elenca “14 spiagge con Bandiera Nera in Spagna da cui stare alla larga quest’estate”. Un titolo pensato per colpire, ma che affonda le radici in un rapporto molto più serio e articolato.

La lista non è frutto di un’inchiesta giornalistica, bensì della rielaborazione del rapporto annuale “Banderas Negras” di Ecologistas en Acción, un’organizzazione ambientalista spagnola che dal 1999 segnala i casi più gravi di contaminazione, degrado ambientale e cattiva gestione della costa. Per le Canarie, le Bandiere Nere del 2024 sono quattro e toccano Tenerife, Gran Canaria e Lanzarote. Ma attenzione: non si tratta sempre di classiche spiagge da bagnanti.

Le quattro aree canarie sotto accusa

Il rapporto di Ecologistas en Acción assegna ogni anno due Bandiere Nere per provincia, una per l’inquinamento e una per la cattiva gestione. In questo schema, le Canarie hanno ricevuto i loro quattro riconoscimenti negativi. La più nota ai turisti è senza dubbio Playa de Las Teresitas, la spiaggia urbana per eccellenza di Santa Cruz de Tenerife, con la sua sabbia dorata importata dal Sahara. È stata inserita nella lista per problemi legati all’inquinamento e a una gestione considerata insufficiente.

Meno conosciuta, ma altrettanto significativa, è Cuna del Alma, nella zona di Adeje, sempre a Tenerife. Non si tratta di un arenile dove stendere l’asciugamano, ma di un’area costiera sottoposta a una forte pressione urbanistica a causa di un grande progetto turistico-residenziale. La Bandiera Nera qui è stata assegnata per il degrado ambientale legato allo sviluppo edilizio. A Gran Canaria, invece, il dito è puntato contro le gabbie marine per l’allevamento ittico al largo di Telde, un’area di acquacoltura il cui impatto sull’ecosistema marino è finito nel mirino degli ambientalisti. Infine, a Lanzarote, la zona portuale di Arrecife, frequentata dalle grandi navi da crociera, è stata segnalata per l’inquinamento atmosferico, acustico e luminoso legato al traffico crocieristico.

Perché The Sun dice di evitarle

Il meccanismo è semplice: The Sun ha preso il rapporto spagnolo e lo ha tradotto in un linguaggio da tabloid, parlando di sversamenti chimici, problemi fognari e inquinamento di vario tipo. Il messaggio per il lettore britannico è diretto: se una spiaggia ha la Bandiera Nera, significa che è pericolosa o sgradevole, quindi meglio starne alla larga. Il problema è che questa semplificazione mette nello stesso calderone situazioni molto diverse tra loro.

Las Teresitas è effettivamente un luogo di balneazione molto frequentato, e i problemi di gestione e di possibili scarichi possono impattare sulla qualità dell’acqua. Ma le altre tre località sono realtà che il turista medio difficilmente sceglierebbe per un bagno: un cantiere costiero, un allevamento ittico al largo e un porto commerciale e crocieristico. La narrazione di The Sun, tuttavia, può generare la percezione che l’intero arcipelago sia costellato di spiagge inquinate, il che è fuorviante.

Consiglio Se hai dubbi sulla qualità delle acque di balneazione, consulta i bollettini ufficiali delle autorità sanitarie canarie, che offrono dati aggiornati e affidabili, invece di basarti solo su titoli sensazionalistici.

La reazione locale: tra preoccupazione e contestualizzazione

La stampa locale, in particolare il quotidiano online Canarias Ahora, ha raccontato la vicenda con un tono molto più pacato. L’articolo spiega che le Bandiere Nere sono uno strumento di denuncia e advocacy ambientale, non una classifica delle spiagge più sporche. Ecologistas en Acción assegna questi riconoscimenti negativi per accendere i riflettori su politiche costiere sbagliate, non per dire ai turisti di disdire le vacanze.

Viene inoltre ricordato che l’anno scorso era stata la prestigiosa guida Fodor’s Travel a inserire le Canarie nella sua “No List”, non per l’inquinamento delle acque, ma per la pressione del turismo di massa sull’ambiente. C’è quindi un filo rosso che lega queste narrazioni: la crescente attenzione internazionale sulla fragilità dell’ecosistema canario. La differenza sta nel come questa attenzione viene comunicata: da un lato un appello ragionato alla sostenibilità, dall’altro un titolo allarmistico che rischia di danneggiare l’immagine di un’intera destinazione.

Allarmismo o informazione corretta? Un giudizio equilibrato

È innegabile che i problemi sollevati da Ecologistas en Acción siano reali e documentati. L’inquinamento da acquacoltura, l’impatto delle navi da crociera, la cementificazione costiera e i deficit nella depurazione delle acque sono sfide concrete che le Canarie devono affrontare. In questo senso, la segnalazione di The Sun ha il merito di portare all’attenzione internazionale questioni ambientali serie.

Tuttavia, la trasformazione di un rapporto complesso in una lista di “spiagge da evitare” è un’operazione giornalistica che forza la realtà. Si passa da un documento che critica le politiche di gestione del territorio a un avviso di pericolo per la salute del turista. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo: le aree segnalate meritano attenzione e, in alcuni casi, un ripensamento profondo, ma l’arcipelago offre centinaia di altre spiagge e calette in condizioni eccellenti, monitorate costantemente. Il consiglio per chi viaggia è informarsi, contestualizzare e non lasciarsi spaventare da un titolo a effetto.

Da sapere Le Bandiere Nere non sono un divieto di balneazione ufficiale, ma un simbolo di protesta ambientalista. Per la sicurezza della balneazione, fai sempre riferimento alla segnaletica locale e ai rapporti delle autorità sanitarie.

Domande frequenti

Le spiagge delle Canarie sono inquinate?
No, non in generale. La stragrande maggioranza delle spiagge canarie gode di acque pulite e sicure. Le Bandiere Nere segnalano casi specifici e spesso legati a problemi di gestione, non solo di inquinamento delle acque.
Devo evitare Playa de Las Teresitas?
La spiaggia è oggetto di critiche per la sua gestione ambientale. Puoi frequentarla, ma è consigliabile informarsi sulla qualità dell’acqua tramite i canali ufficiali prima di recarti, soprattutto dopo forti piogge.
Cosa sono esattamente le Bandiere Nere?
Sono un riconoscimento negativo assegnato ogni anno dall’organizzazione Ecologistas en Acción per denunciare i casi più gravi di degrado ambientale e cattiva gestione della costa spagnola.
Le aree segnalate sono tutte spiagge per turisti?
No. Solo Las Teresitas è una classica spiaggia da bagnanti. Le altre sono un’area di sviluppo urbanistico (Cuna del Alma), un allevamento ittico al largo (Telde) e una zona portuale per crociere (Arrecife).
La notizia di The Sun è affidabile?
La notizia si basa su un rapporto reale, ma lo presenta in modo sensazionalistico, generalizzando e omettendo le sfumature. È utile come spunto di riflessione, ma va presa con le pinze.

Stand 19 luglio 2026. Questo articolo si basa sul rapporto Bandiere Nere 2024 di Ecologistas en Acción e sulla sua rielaborazione da parte del quotidiano britannico The Sun, come riportato da eldiario.es / Canarias Ahora.