Immagina un'enorme batteria, silenziosa e discreta, che durante le ore centrali del giorno assorbe l'energia del sole cocente di Tenerife per restituirla alla rete proprio quando le case si illuminano e la domanda di elettricità sale. Non è fantascienza, ma ciò che accade oggi nel comune di Arico. Qui, su un terreno un tempo degradato e utilizzato come circuito illegale di motocross, sorge ora un impianto all'avanguardia che segna un punto di svolta per l'energia pulita nell'arcipelago.

L'impianto, promosso e di proprietà della compagnia energetica canaria DISA, abbina un parco solare fotovoltaico a un sistema di accumulo a batterie che, con i suoi 8 megawattora (MWh) di capacità operativa, è attualmente il più grande delle Canarie. Il governo regionale lo presenta con orgoglio come un progetto di riferimento, un modello da replicare su altre isole per accelerare la transizione energetica e ridurre la storica dipendenza dai combustibili fossili.

Un polmone energetico per i momenti critici

Il vero valore di questa infrastruttura non risiede solo nella sua taglia, ma nella sua intelligenza operativa. Il sistema di batterie permette di immagazzinare l'elettricità solare prodotta nelle ore di punta e di reimmetterla nella rete quando serve davvero, ad esempio durante i picchi di domanda serale o in caso di necessità improvvise. Questo processo, noto come "peak-shaving" e "load-shifting", è vitale per un sistema elettrico isolato come quello di Tenerife.

Per darti un'idea concreta, DISA stima che l'energia accumulata e rilasciata dalla batteria possa equivalere, in modo puramente illustrativo, al fabbisogno di un'isola come La Palma per circa un'ora e mezza. Non si tratta di un collegamento fisico, ma di un paragone che rende l'idea della potenza di questo "cuscinetto" energetico. In un contesto in cui la produzione di sole e vento è intermittente, poter contare su una riserva pronta all'uso è la chiave per evitare blackout e integrare sempre più rinnovabili in sicurezza.

Perché Arico è diventata la capitale dell'accumulo

La scelta di Arico non è casuale. Il sud-est di Tenerife gode di un irraggiamento solare eccezionale, ma è anche un'area strategica per la rete di trasmissione elettrica. Red Eléctrica (oggi Redeia) sta potenziando proprio in questa zona le infrastrutture di rete, con nuove sottostazioni come quella di Tagoro e linee dedicate a migliorare l'evacuazione dell'energia rinnovabile. La batteria di DISA si inserisce perfettamente in questo mosaico, contribuendo a stabilizzare un nodo cruciale della rete e a prevenire congestioni o cali di tensione.

Ma Arico è destinata a diventare un vero e proprio hub dello stoccaggio. Oltre all'impianto DISA già operativo, sono in fase di sviluppo altri due progetti significativi. L'Istituto Tecnologico di Energie Rinnovabili (ITER), dipendente dal Cabildo di Tenerife, sta portando avanti il progetto pilota "Fotobat 5+5", che prevede un impianto fotovoltaico da 5 MW abbinato a una batteria da 5 MWh. Sebbene abbia subito ritardi e sia ancora in fase di realizzazione, rappresenta un importante banco di prova per la ricerca e lo sviluppo di queste tecnologie ibride.

Consiglio Se ti trovi nella zona di Arico, osserva il paesaggio: potresti notare le distese di pannelli solari che convivono con le nuove infrastrutture di rete, un segno tangibile della trasformazione energetica in atto.

Un investimento per il futuro, finanziato dall'Europa

La realizzazione di un'opera del genere richiede visione e risorse. L'investimento specifico per il sistema di batterie ammonta a due milioni di euro, finanziati attraverso i fondi NextGenerationEU nell'ambito del Piano di Ripresa e Resilienza. Si tratta di un tassello di un mosaico molto più ampio: il governo delle Canarie ha destinato circa 84,9 milioni di euro a 51 progetti di energie rinnovabili e stoccaggio in tutto l'arcipelago, con una priorità assoluta alla sicurezza della rete.

La documentazione amministrativa iniziale del progetto DISA parlava di un investimento complessivo per l'intero parco solare più accumulo di circa 7,28 milioni di euro, con una capacità di stoccaggio di progetto che sfiorava i 9,6 MWh. Tuttavia, il dato ufficiale e operativo confermato dal governo canario è di 8 MWh. Questo dettaglio è importante per capire come un progetto possa evolversi dalla carta alla realtà, con valori che vengono affinati e consolidati una volta in funzione.

Oltre Arico: la sfida della decarbonizzazione delle isole

L'impianto di Arico è un simbolo potente, ma va inserito in un contesto più ampio. Le reti elettriche delle Canarie, in quanto sistemi isolati, sono intrinsecamente più fragili e storicamente dipendenti da centrali a combustibili fossili. Progetti come questo sono la chiave per aumentare la penetrazione delle rinnovabili, che altrimenti rischierebbero di essere sprecate nei momenti di eccesso di produzione, e per garantire una fornitura stabile anche quando il sole tramonta o il vento cala.

Su scala assoluta, gli 8 MWh di Arico sono una goccia rispetto ai mega-impianti della Spagna continentale, come la batteria di 120 MWh di Iberdrola a Campo Arañuelo. Ma su scala insulare, dove la domanda totale è molto più bassa, il loro impatto è enorme. L'obiettivo a medio termine per Tenerife, indicato dallo stesso ITER, è portare le rinnovabili a coprire il 40% del consumo elettrico. Le batterie di Arico, insieme ai futuri sviluppi eolici e fotovoltaici e a progetti di più ampia scala come il salto idroelettrico di Chira a Gran Canaria, sono i mattoni con cui si sta costruendo questo futuro più pulito e sicuro.

Da sapere Mentre l'impianto DISA è già operativo, altri progetti ad Arico, come quello di Siemens Gamesa a Hoya Honda, sono ancora in fase di approvazione o sviluppo e il loro stato operativo non è confermato.

Domande frequenti

La batteria di Arico è davvero la più grande delle Canarie?
Sì, con i suoi 8 MWh di capacità operativa, l'impianto DISA di Arico è attualmente il più grande sistema di accumulo a batteria per energie rinnovabili in funzione nell'arcipelago.
L'energia della batteria può alimentare altre isole?
No, la batteria è connessa alla rete elettrica di Tenerife. Il paragone con il fabbisogno di La Palma è solo un esempio illustrativo per far capire la quantità di energia che è in grado di gestire.
Qual è il vantaggio concreto per un residente di Tenerife?
Il vantaggio principale è una rete elettrica più stabile e affidabile, con un minor rischio di blackout. Inoltre, l'accumulo permette di sfruttare più energia solare, riducendo progressivamente la dipendenza da fonti fossili più costose e inquinanti.
Ci sono altri progetti simili in arrivo?
Sì, Arico si sta affermando come un polo dell'accumulo. Sono in fase di sviluppo il progetto pilota ITER "Fotobat 5+5" da 5 MWh e un altro progetto di Siemens Gamesa, ma il loro completamento e la piena operatività non sono ancora stati confermati.
Questo progetto è stato pagato con soldi pubblici?
Il sistema di batterie ha beneficiato di un finanziamento di due milioni di euro provenienti dai fondi europei NextGenerationEU, gestiti dal governo delle Canarie, mentre l'investimento complessivo del progetto è stato sostenuto da DISA.

Stand 17 luglio 2026. Le informazioni si basano su dati ufficiali del governo delle Canarie e comunicazioni pubbliche delle aziende coinvolte. Lo stato di avanzamento dei progetti non ancora operativi è soggetto a variazioni.