Cosa è stato proposto il 13 ottobre 2026?
Il presidente del governo canario, Fernando Clavijo Batlle, ha dichiarato il 13 ottobre 2026 in Parlamento che il governo spagnolo ha ricevuto una proposta di legge elaborata dai servizi giuridici della comunità autonoma. L'obiettivo è una possibile limitazione dell'acquisto di immobili residenziali da parte di stranieri non residenti alle Canarie.
La proposta prevede che le autorità competenti possano regolamentare in modo limitato nel tempo e nello spazio l'acquisto, l'uso o l'affitto di immobili residenziali da parte di stranieri non residenti.
Secondo la proposta, le misure dovrebbero essere a breve termine, proporzionate e complementari alla costruzione di nuove abitazioni.
Cosa significa per i residenti europei?
Non è stata decisa alcuna restrizione concreta per le persone con residenza legale alle Canarie. La proposta attuale è rivolta espressamente contro gli stranieri non residenti. Chi è registrato sulle isole e ha qui la propria residenza principale, secondo lo stato attuale non rientra nelle misure previste.
Per i residenti europei che vivono e lavorano alle Canarie, quindi, per il momento non cambia nulla. Anche per visitatori e turisti non è stata annunciata alcuna regolamentazione per soggiorni brevi o per l'ingresso turistico.
Chi potrebbe essere interessato in futuro?
Gli stranieri non residenti e gli acquirenti di seconde case potrebbero essere interessati in futuro, se la Spagna approvasse una legge corrispondente e ne stabilisse i presupposti. Al momento non esistono né procedure di richiesta né quote concrete, zone soggette a restrizioni, tariffe, scadenze o divieti di acquisto.
Secondo Clavijo, gli acquirenti stranieri comprano circa un terzo delle abitazioni vendute alle Canarie. Un dato diffuso dai media il 30 settembre indicava invece il 30 percento. Le fonti non forniscono un valore uniforme né una serie storica per il confronto con l'anno precedente.
A che punto è la procedura?
Il quadro normativo europeo per gli alloggi a prezzi accessibili è ancora in fase legislativa. Le Canarie non decidono da sole in sede di Consiglio UE, poiché le comunità autonome spagnole non hanno un seggio diretto nel Consiglio dell'Unione Europea. Il governo insulare dipende dal sostegno del governo centrale di Madrid.
Il ministero regionale competente ha inviato lettere ufficiali a tre ministeri chiave: il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero dell'Edilizia Residenziale e il Ministero della Pianificazione Territoriale. In esse si chiede al governo spagnolo di fare propri gli emendamenti canari a livello europeo.
Cosa resta ancora aperto?
Sono ancora aperti il testo di legge esatto, la definizione di «non residente», le possibili eccezioni per i cittadini UE, le isole o i comuni interessati, la durata delle misure e l'approvazione parlamentare. Il governo canario punta a ottenere l'approvazione della Diputación Permanente delle Cortes prima della fine della legislatura.
Non è stata indicata una data di entrata in vigore vincolante. Le fonti non menzionano nuovi prezzi, tasse, tariffe o altri importi in euro. Non è stata promessa nemmeno una riduzione automatica dei prezzi.
Cosa dovrebbero fare ora gli interessati all'acquisto?
Per i residenti europei e gli interessati all'acquisto con residenza legale alle Canarie al momento non è necessario agire. Non esiste alcun divieto in vigore. Chi desidera acquistare un immobile come non residente dovrebbe seguire l'evoluzione politica, ma al momento non deve presentare nuove domande.
Il governo canario sottolinea che le restrizioni per gli stranieri non devono essere l'unica soluzione. Sono intese come freno di emergenza a breve termine e complementare, da attuare parallelamente a politiche strutturali di lungo periodo. L'obiettivo generale resta aumentare l'offerta di alloggi a prezzi accessibili attraverso nuove costruzioni e incentivi.