Pubblicato, e in vigore dal 12 ottobre: per ora solo in sede penale

L'ultimo passaggio è compiuto. Il decreto compare come Decreto 145/2026, de 15 de septiembre nel Boletín Oficial de Canarias n. 190 del 22 settembre 2026, con il numero 3297. Secondo la sua disposición final segunda entra in vigore venti giorni dopo la pubblicazione, cioè il 12 ottobre 2026.

Questo non significa che da quel giorno siano coperti tutti gli organi giudiziari. La disposición final primera scagliona l'applicazione: dal 2026 per la materia penale, dal 2027 per i giudici civili, dal 2028 per gli altri organi. Dal 12 ottobre, quindi, il diritto è effettivo solo in sede penale; chi ha una causa civile dovrà attendere il 2027.

Anche il preannunciato Registro Administrativo Canario de Personal Facilitador non esiste ancora. Fino a quando non sarà operativo vale la disposición transitoria: l'assessorato alla giustizia chiede agli ordini professionali e agli enti che rappresentano le persone con disabilità e gli anziani di trasmettere elenchi di professionisti in possesso dei requisiti. Gli elenchi possono essere organizzati per isola, con preferenza per chi figura nell'elenco dell'isola interessata, così che il sostegno arrivi da vicino. Chi vi compare sarà poi iscritto d'ufficio nel registro. Per il software del registro l'amministrazione si concede un anno (disposición adicional segunda).

Da 65 anni su richiesta, da 80 d'ufficio

Il nocciolo pratico sta in una sola differenza. Tra i 65 e i 79 anni non accade nulla se nessuno dice nulla: il sostegno esiste, ma va chiesto. Dagli 80 il giudice può disporlo anche senza richiesta, purché ne ravvisi la necessità. Di regola lo chiede la persona interessata oppure, dice il comunicato, «una persona de confianza debidamente autorizada»: nella pratica spesso la figlia o il figlio. Inoltre può essere disposto d'ufficio dal giudice o su richiesta del pubblico ministero o di una delle parti.

Il diritto è più antico — e le Canarie non sono le prime

Il decreto non inventa il diritto: lo organizza. L'articolo 7 bis della LEC impone dal 20 marzo 2024 adattamenti per le persone anziane e le definisce espressamente come persone «con una edad de sesenta y cinco años o más»: su richiesta sotto gli 80 anni e, dagli 80, anche d'ufficio. L'articolo è stato introdotto dalla Ley 8/2021 del 2 giugno, con cui la Spagna ha adeguato il proprio ordinamento alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, vincolante per la Spagna dal 3 maggio 2008 secondo la relazione del Consejo General del Poder Judicial del 17 dicembre 2025. La stessa relazione ricorda che il Decreto 52/2024 della Comunidad de Madrid ha disciplinato la figura «por primera vez, en el ámbito autonómico», ma solo per le persone con disabilità e senza soglie di età. Sul piano statale il Real Decreto 707/2026 del 2 settembre (BOE n. 218) nomina ormai anche il facilitador procesal, dal 2 gennaio 2027.

Che cosa fa — e che cosa non fa

Redige un profilo individuale delle misure di adattamento necessarie e una relazione per il giudice o per il pubblico ministero. Poi accompagna la persona negli atti del procedimento, collabora alla raccolta della sua testimonianza, la prepara alle udienze e rende comprensibile la documentazione essenziale; se possibile la stessa persona in tutte le fasi. Il limite è tracciato con insolita chiarezza: «no hablará en nombre de la persona destinataria ni del sistema de Justicia, ni dirigirá o influirá en sus decisiones». Non parla al posto vostro e non sostituisce un avvocato.

Se non parlate spagnolo, il decreto non risolve questo

Qui sta l'equivoco più diffuso. La persona facilitadora lavora con «lenguaje comprensible y fácil», cioè in spagnolo semplice: non è un'interprete. L'interpretariato è una questione a parte. Nel processo penale l'articolo 123 del codice di procedura penale spagnolo riconosce a chi non parla né comprende il castigliano il diritto a un interprete in tutte le fasi in cui è necessaria la sua presenza e alla traduzione scritta dei documenti essenziali: in ogni caso l'ordinanza di custodia, l'atto di accusa e la sentenza. Le spese sono a carico de «la Administración, con independencia del resultado del proceso» e, secondo l'articolo 126, a quel diritto non si può rinunciare. Nel processo civile la posizione è più debole: l'articolo 143 della LEC consente al tribunale soltanto di «habilitar como intérprete a cualquier persona conocedora de la lengua», con giuramento di fedele traduzione. La norma non richiede alcuna qualifica professionale.