Le otto strade e perché proprio queste

La risoluzione elenca le strade: Corralejo–El Cotillo per Majanicho, Corralejo–Lajares per Las Calderas, Lajares–El Cotillo per Cañada Melián, El Cotillo–Montaña de Tindaya per Esquinzo, Tindaya–La Oliva per Montaña La Oliva, Valle de Fenimoy, Valle de Fimapaire e Montaña Negra–Cien Hombres. La scelta viene da una relazione delle guide ambientali comunali del 4 settembre.

Secondo la relazione, la pista di Majanicho attraversa interamente la zona di protezione speciale per gli uccelli (ZEPA) Costa Norte de Fuerteventura e coincide in gran parte con il sentiero HL3. A Esquinzo e Tindaya pesano un'altra ZEPA e il monumento naturale della Montaña de Tindaya. A Cien Hombres la relazione cita un sito dove si nutre il capovaccaio delle Canarie, chiamato "guirre", e la vicina scuola elementare di Villaverde.

Di cosa si lamentano i residenti

Secondo il Comune, negli ultimi mesi i residenti hanno presentato esposti e firme, che non sono stati pubblicati. Radio Dunas FM riassume le proteste: polvere, strade rovinate, disturbo ad abitazioni e allevamenti, rischi sulle vie condivise con pedoni e ciclisti. Il 7 settembre la polizia locale ha constatato un deterioramento "progressivo e grave" del fondo e dei margini.

Secondo la risoluzione, le misure più blande non sono bastate: dal 2016 per questi veicoli vale già un limite di 30 km/h su sterrato e 40 km/h su asfalto. L'assessore all'Ambiente David Fajardo ha dichiarato nel comunicato del Comune che La Oliva non può permettere che usi ricreativi finiscano per "rovinare le strade, danneggiare le aree protette o mettere a rischio la sicurezza stradale di residenti, allevatori, escursionisti e ciclisti".

Cosa dicono gli operatori

Fino a martedì non abbiamo trovato reazioni del settore al divieto. Quattro imprese di buggy e quad di La Oliva avevano però diffuso già il 3 agosto un comunicato congiunto, riportato da Dunas FM. Dicono di garantire oltre 60 posti di lavoro diretti e di operare legalmente, solo su itinerari autorizzati che sono una piccola parte della rete. Secondo loro lo stato delle strade non si può attribuire al settore, perché molti le usano tutto l'anno. Chiedono regole chiare e offrono collaborazione alle amministrazioni.

Il sindaco Blanco sottolinea che "non si tratta di agire contro alcuna attività economica". L'attività turistica "deve essere compatibile con la conservazione del nostro territorio, con la tranquillità dei nostri residenti e con l'uso tradizionale delle nostre strade". Già nel 2017, secondo Fuerteventura Digital, La Oliva aveva fermato le escursioni di cinque imprese prive di autorizzazioni.

Base giuridica, sanzioni, ricorsi

Il Comune si basa sul suo regolamento sul traffico, approvato dal consiglio comunale il 30 giugno 2016. L'articolo 48 consente a questi veicoli a noleggio di circolare su tutte le strade comunali, tranne quelle che il Comune vieta espressamente. Le violazioni sono sanzionate secondo il Titolo XI del regolamento. Possono risponderne il conducente, l'impresa organizzatrice o di noleggio, la guida e chi ha disposto il transito. I danni alle strade vanno risarciti.

Contro la risoluzione si può presentare ricorso al Comune entro un mese oppure al tribunale amministrativo di Las Palmas entro due mesi, dalla pubblicazione. Il Comune dovrà riesaminare il divieto almeno ogni due anni.

Cosa resta consentito

I tour non vengono vietati del tutto: secondo il Comune le imprese continueranno a operare sui tratti previsti dal regolamento insulare. Quali siano a La Oliva, il Comune non l'ha reso noto. Il regolamento insulare del Cabildo del 2019 istituisce una rete di percorsi ufficiali con contingenti e fasce orarie. Secondo Diario de Fuerteventura, uno di questi a La Oliva va dal Parque Holandés alla rotatoria di Casilla de Costa (dati di gennaio 2025).

Chi guida un'auto a noleggio per conto proprio non è interessato da questa risoluzione, ma restano valide le norme generali su traffico e ambiente. Per i tour in buggy già prenotati nel nord non cambia nulla finché il divieto non sarà efficace. Da quel momento gli operatori dovranno evitare le otto strade.