La prima domanda: c'era davvero un modulo?

È il punto in cui sbaglia quasi tutta l'informazione sul tema. L'ente pensionistico tedesco non spedisce i documenti a tutti, ma «in giugno e luglio di ogni anno», insieme alla comunicazione di adeguamento della pensione. Se non era allegato nulla, non c'è nulla da fare. Il motivo è lo scambio automatico di dati che, secondo la verifica del 31 luglio 2025, copre già circa 1,2 dei 1,7 milioni di pensioni pagate all'estero. La nota del 2 giugno 2026 cita come esempi «diversi Stati membri dell'UE o l'Australia» — la Spagna non vi è menzionata — e nessuna fonte ufficiale ci ha permesso di chiarire se sia inclusa. La verifica affidabile non è quindi il Paese, ma la vostra busta dell'estate.

Il 25 settembre è una data di arrivo

Chi ha ricevuto il modulo deve fare i conti: l'originale deve pervenire, e il Ministero federale degli Esteri è netto: l'invio «per fax o e-mail non è possibile», e nemmeno le rappresentanze tedesche all'estero possono inoltrarlo. Chi non rispetta il termine deve «mettere in conto che la propria pensione non possa più continuare a essere pagata», scrive l'ente pensionistico; tornerà a essere pagata solo «quando il certificato sarà stato fornito». Il Renten Service è più preciso: «Die Rentenzahlung kann dann ab Ende Oktober 2026 nicht mehr gezahlt werden», il pagamento può cioè non essere più erogato da fine ottobre 2026. Quel «può» è la parola usata dalla fonte. Se gli importi trattenuti vengano poi corrisposti retroattivamente non è detto in nessuna delle pagine ufficiali consultate.

Gratuito, e in più luoghi di quanti si creda

Non servono né consolato né notaio. Secondo la pagina delle rappresentanze tedesche in Spagna può rilasciarlo «qualsiasi ente spagnolo dotato di timbro»; il testo cita espressamente amministrazioni comunali, polizia, istituti di credito, uffici parrocchiali o notai. In pratica: il municipio, la Policía Nacional o Local, la propria filiale bancaria, l'ufficio parrocchiale. A essere timbrato è il modulo tedesco stesso. È il termine a fare la differenza: serve la «Fe de Vida», che secondo il ministero «viene talvolta confusa» con la «Fe de Vida y Estado»; quest'ultima, precisa, può essere rilasciata solo a cittadini spagnoli, e lo stato civile «non è comunque necessario per continuare a percepire la pensione».

Chi preferisce un'autorità tedesca può rivolgersi all'ambasciata, ai consolati di carriera o ai consoli onorari. Di norma serve un appuntamento, con un'eccezione che riguarda le isole: «Senza appuntamento è possibile presentarsi a Málaga e a Las Palmas de Gran Canaria dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 12:00». Il consolato si trova in calle Albareda 3, secondo piano, 35007 Las Palmas. In ogni caso è richiesta «la comparizione personale con esibizione di un documento d'identità valido». Gli orari possono cambiare: una telefonata prima di mettersi in viaggio evita il viaggio a vuoto.

Digitale da casa, e che cosa comporta per il 2027

Dal 2024 si può fare senza timbro e senza francobollo. L'ente pensionistico lo descriveva così il 2 giugno 2026: «Con il codice QR, un documento d'identità valido e l'app POSTIDENT i pensionati possono presentare il certificato di esistenza in vita digitale in qualsiasi momento e gratuitamente da casa». Può farlo soltanto il pensionato in prima persona. La via digitale resta aperta solo «fino al 25 settembre»; «dopo si può utilizzare il modulo 'Lebensbescheinigung'». E la scelta prosegue: l'opzione scelta nel 2026 viene assunta dal Renten Service «per impostazione predefinita per l'anno 2027». Se la lettera con il codice QR non è mai arrivata, lì si può richiedere un nuovo accesso online tra l'8 luglio e il 9 ottobre.

Pensione austriaca o svizzera? Altre regole

Per loro il 25 settembre non vale. L'ente pensionistico austriaco chiede ai pensionati residenti all'estero una conferma di esistenza in vita una volta all'anno: il modulo arriva «ogni anno in gennaio» e deve tornare indietro «al più tardi entro metà giugno dell'anno di riferimento», autenticato ad esempio dal consolato austriaco competente, da un ente ufficiale del luogo di residenza o da un notaio; altrimenti il pagamento della pensione viene sospeso «(temporaneamente)». Sono esclusi solo singoli Paesi di residenza come Germania e Croazia: la Spagna non è tra questi. Diversa la Svizzera: secondo il Dipartimento federale degli affari esteri, dal 1° gennaio 2022 «i cittadini svizzeri residenti all'estero di norma non ricevono più una richiesta di certificato di esistenza in vita», a condizione che siano iscritti presso la rappresentanza svizzera competente.