Immaginate un campo coltivato dove, tra i filari di ortaggi o foraggio, si ergono file di pannelli solari disposti come pareti verticali. Non è un'immagine di fantasia, ma la nuova realtà che sta prendendo forma nell'azienda agricola sperimentale "La Estación", nel comune di Santa Lucía de Tirajana, nel sud-est di Gran Canaria. Qui l'Instituto Canario de Investigaciones Agrarias, meglio conosciuto come ICIA, ha appena messo in funzione il primo impianto agrovoltaico verticale sperimentale dell'arcipelago.

Si tratta di un progetto piccolo nelle dimensioni — appena 25 kWp di potenza — ma ambizioso negli obiettivi. L'impianto, promosso dal Governo delle Canarie e finanziato con circa 97.600 euro provenienti dai fondi europei Next Generation nell'ambito del Piano di Ripresa, Trasformazione e Resilienza, vuole dimostrare che produrre energia solare e coltivare la terra non sono attività in conflitto. Anzi, in un territorio insulare dove lo spazio è prezioso e l'acqua scarseggia, potrebbero essere due facce della stessa medaglia.

Come funziona un impianto agrovoltaico verticale

La particolarità di questo impianto sta nella disposizione dei moduli fotovoltaici. Invece di essere inclinati verso il cielo come nei classici parchi solari, i 60 pannelli bifacciali sono montati in posizione quasi verticale, allineati in file orientate da nord a sud. Questa configurazione permette di catturare la luce solare su entrambe le facce del modulo — quella esposta a est al mattino e quella a ovest nel pomeriggio — generando due picchi di produzione giornalieri invece del singolo picco di mezzogiorno tipico degli impianti tradizionali.

Ma il vero vantaggio è agricolo: tra una fila verticale e l'altra rimangono strisce di terreno perfettamente utilizzabili per le colture. Le piante crescono tra i pannelli, non sotto, e beneficiano di un microclima più favorevole. L'ombreggiamento parziale e l'effetto frangivento delle strutture riducono l'irraggiamento diretto e la velocità del vento, due fattori che nelle zone semi-aride come il sud-est di Gran Canaria accelerano l'evaporazione dell'acqua dal suolo e dalle foglie. In pratica, la terra rimane più fresca e umida più a lungo, e le colture soffrono meno lo stress da calore.

Un laboratorio a cielo aperto per l'agricoltura del futuro

L'impianto della Finca La Estación non è pensato per immettere energia in rete, ma funziona in regime di autoconsumo isolato, alimentando probabilmente le utenze dell'azienda agricola stessa — pompe per l'irrigazione, celle frigorifere, strumentazione scientifica. La produzione annua stimata è di circa 42.900 kWh, un valore modesto ma sufficiente per raccogliere dati preziosi. Il sistema è infatti dotato di inverter e apparati di monitoraggio che permetteranno ai ricercatori dell'ICIA di analizzare sia il comportamento energetico dei moduli, sia la risposta agronomica delle colture nelle condizioni climatiche reali delle Canarie.

Quali colture verranno testate tra i pannelli verticali? Al momento l'ICIA non ha ancora reso noti i protocolli agronomici specifici per questo sito. È probabile che si parta con specie rappresentative dell'agricoltura canaria, ma qualsiasi dettaglio in merito dovrà attendere comunicazioni ufficiali. Ciò che è certo è che questo piccolo impianto rappresenta un banco di prova strategico per l'intero arcipelago.

Lo sapevi? Studi condotti in altre regioni semi-aride mostrano che l'agrovoltaico verticale può ridurre il consumo idrico delle colture tra il 15% e il 40%, a seconda della copertura e del clima.

Perché le Canarie hanno bisogno dell'agrovoltaico

Le isole Canarie affrontano una sfida triplice: raggiungere ambiziosi obiettivi di energia rinnovabile, preservare un territorio agricolo già limitato e fare i conti con una cronica scarsità d'acqua, aggravata da ondate di calore sempre più frequenti. In questo contesto, l'agrovoltaico non è una curiosità tecnologica ma una possibile via d'uscita. Alcuni studi condotti proprio su Gran Canaria indicano che, in determinati scenari, i sistemi agrovoltaici potrebbero coprire fino a circa il 30% della domanda elettrica annuale dell'isola, mantenendo al contempo l'uso agricolo dei terreni.

L'impianto verticale di Santa Lucía permetterà di quantificare con dati reali quanto si può risparmiare in irrigazione, come si comportano le colture sotto ombreggiamento parziale e quale sia la produzione energetica effettiva in un ambiente caratterizzato da alta radiazione ultravioletta, vento costante e salsedine — condizioni molto diverse da quelle dell'Europa continentale dove questa tecnologia è stata sviluppata. I risultati potranno orientare le future politiche regionali, in un momento in cui la Spagna non dispone ancora di una normativa specifica per l'agrovoltaico e le Canarie stanno cercando di costruire un proprio quadro regolatorio.

Un tassello in una strategia più ampia

L'impianto dell'ICIA non è un'iniziativa isolata. Il Cabildo di Gran Canaria sta portando avanti altri progetti pilota, come quello della Finca El Galeón a Santa Brígida, e si parla di un possibile impianto agrovoltaico per la coltivazione di banane a Gáldar. Lo stesso Governo delle Canarie ha recentemente visitato installazioni agrovoltaiche già operative, come quella di El Vivero ad Agüimes, per studiare modelli di successo da replicare. In questo mosaico di sperimentazioni, il nuovo impianto verticale di Santa Lucía porta un contributo specifico: testare una configurazione che promette un profilo di generazione elettrica più adatto alle reti isolate delle isole, con produzione distribuita tra mattino e pomeriggio invece che concentrata a mezzogiorno, quando il rischio di sovraccarico e curtailing è maggiore.

Con i suoi 60 moduli verticali che si stagliano contro il cielo del sud-est, la Finca La Estación diventa così un piccolo ma significativo laboratorio dove energia, agricoltura e gestione dell'acqua provano a convivere. Una scommessa da meno di centomila euro che potrebbe aiutare a riscrivere le regole dell'uso del suolo in un arcipelago dove ogni metro quadro e ogni goccia d'acqua contano.

Da sapere Al momento non sono stati pubblicati dati specifici sul risparmio idrico o sulle rese agricole di questo impianto: le percentuali citate nell'articolo provengono da studi condotti in altre regioni semi-aride e vanno considerate come riferimenti indicativi.

Domande frequenti

Dove si trova esattamente l'impianto?
Presso la Finca La Estación, l'azienda agricola sperimentale dell'ICIA nel comune di Santa Lucía de Tirajana, nel sud-est di Gran Canaria.
Quanto produce l'impianto?
La produzione annua stimata è di circa 42.900 kWh, destinati all'autoconsumo dell'azienda agricola.
Chi ha finanziato il progetto?
L'investimento di 97.613,83 euro è stato coperto dai fondi europei Next Generation, nell'ambito del Piano di Ripresa, Trasformazione e Resilienza della Spagna.
Quali colture vengono testate con i pannelli verticali?
L'ICIA non ha ancora reso noti i protocolli agronomici specifici per questo sito. I dettagli sulle colture saranno comunicati in seguito.
L'agrovoltaico verticale è già utilizzato altrove?
Sì, esistono impianti pilota e studi in diverse regioni semi-aride del mondo, ma quello di Santa Lucía è il primo verticale sperimentale alle Canarie.

Stand: 31 luglio 2026. Le informazioni si basano su comunicazioni ufficiali dell'ICIA e del Governo delle Canarie. Dati agronomici specifici del sito non ancora pubblicati.