Cosa cambia per gli inquilini dal 15 novembre?
Il secondo decreto sulla casa del governo centrale spagnolo entra in vigore il 15 novembre, tre giorni dopo il voto della commissione permanente. Se lì cade, non diventa mai efficace.
La proroga dura fino a due anni in più, a scatti annuali, alle stesse condizioni. Non vale se le parti si accordano diversamente o se il proprietario ha bisogno della casa per sé.
Gli inquilini interessati dovrebbero tenere pronti contratto e ricevute d'affitto. Dopo il 12 novembre conviene controllare se il decreto è stato convalidato.
Quante persone riguarda la proroga alle Canarie?
Secondo i media canari, circa 108.252 contratti d'affitto alle Canarie potrebbero rientrare nella proroga straordinaria. È il sesto posto in Spagna, subito dietro la Galizia con 111.175 contratti.
In testa ci sono Madrid con 402.082, la Catalogna con 339.088, l'Andalusia con 263.222 e Valencia con 224.372 contratti. Non esistono cifre per la sola Tenerife, e le fonti non provano un legame specifico con l'isola.
Finora non risulta alcuna reazione del governo canario o di un Cabildo (governo insulare). Eppure il livello dei prezzi spiega perché il tema pesa nel sud.
Secondo i dati di un portale di affitti, Tenerife ha l'affitto medio più alto tra le isole. A maggio 2026 era di 2.640 euro al mese ad Adeje, di 1.463 euro a Santa Cruz e di 1.341 euro a La Laguna.
Questi valori vengono da un portale, non da una statistica ufficiale. Non è stato possibile consultare le serie sugli affitti dell'ISTAC, l'istituto di statistica canario, né dell'INE, quello spagnolo.
Cosa significa per i turisti nel sud dell'isola?
Per i turisti la ricerca non prevede cambiamenti diretti, perché la proroga riguarda i contratti sull'abitazione principale. Le prenotazioni di vacanza ne restano fuori, e non risulta alcun effetto canario sugli affitti turistici.
Secondo i resoconti, il pacchetto di 21 misure include un'IVA del 10 per cento sulle case vacanza. Le fonti sono poco chiare: non è noto se e come questo incida sui prezzi delle prenotazioni.
Le Canarie hanno una legge propria sulle case vacanza, la 6/2025 del 10 dicembre 2025. Per fonti secondarie vale dal 13 dicembre 2025: di regola al massimo il 10 per cento di case vacanza per comune, più cinque anni senza nuove licenze.
Per chi si è trasferito da poco: le misure riguardano in generale i contratti sull'abitazione principale, e non risulta alcun requisito di cittadinanza. Chi ha una stanza o un contratto a termine trova nelle fonti solo accenni e dovrebbe aspettare il testo del BOE (Gazzetta ufficiale spagnola).
Come si è arrivati al voto del 12 novembre?
Il 29 settembre il Consiglio dei ministri ha varato due decreti sulla casa, innescati secondo i resoconti dallo sfratto di una donna di 87 anni. Il 2 ottobre il Congresso li ha respinti entrambi, con i voti di Junts, PP e Vox.
Il primo decreto è caduto per 172 voti a 178, il secondo per 166 a 184. Sul secondo, riferisce Canarias7, si sono opposti anche i baschi del PNV e Coalición Canaria, anche se le norme valevano da circa un giorno.
Tre giorni dopo, il 5 ottobre, il premier Pedro Sánchez ha annunciato lo scioglimento delle Cortes (Parlamento) e le elezioni anticipate. Altri media indicano come data del voto il 29 novembre 2026.
Il 6 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato di nuovo entrambi i decreti, e il BOE li ha pubblicati il 7 ottobre. La novità è una linea di garanzie pubbliche per l'acquisto della prima casa.
Chi vota nella commissione e quanto sarà stretto il risultato?
Nella commissione può bastare un solo voto per decidere. La Diputación Permanente ha 69 membri: PP 27, PSOE 25, Vox 6 e Sumar 6, più uno ciascuno per ERC, PNV, Junts, Bildu e Podemos.
I media contano 35 voti per il blocco di governo contro 34 per PP, Vox e Junts. Il primo decreto dovrebbe quindi passare.
Sul secondo la sfida è 34 a 34, se il PNV vota contro. Un pareggio equivale a una bocciatura.
Sono previsioni, non un risultato. Resta aperto se il PP sosterrà il primo decreto e come voteranno PNV, Junts e Podemos.
Secondo Canarias7, PP e Vox definiscono la mossa una «cacicada» e un «fraude de ley» (frode alla legge). Non è chiaro se la commissione possa convalidare decreti che il plenum ha già respinto.
La Costituzione chiede la convalida di un decreto legge entro un mese, e con le Cortes sciolte se ne occupa la commissione. Lo spiegano i verificatori di Maldita.es, citando gli articoli 86 e 78.
Cos'altro contiene il pacchetto e cosa succede dopo?
Secondo i resoconti i decreti contengono 21 misure, tra cui una linea di finanziamento da 10 miliardi di euro per chi compra la prima casa, con prestiti fino a 50.000 euro. Si aggiunge una detrazione fiscale di circa 1.000 euro con un affitto mensile di 800 euro.
Si citano inoltre incentivi fiscali per i piccoli proprietari e prestiti ICO (banca pubblica di promozione) a tasso zero per l'anticipo. La tutela dagli sfratti dura fino al 31 dicembre 2030, e il tetto agli aumenti sarebbe 0 per cento sopra l'indice di riferimento, 2 per cento altrimenti.
Quale misura sia in quale decreto non è stato verificato in modo definitivo. Per Moncloa.com il primo decreto, più ampio, contiene la tutela dagli sfratti per i soggetti vulnerabili e i vantaggi fiscali, ed è in vigore dal 7 ottobre.
L'11 novembre uno sciopero generale chiama a protestare per la casa, il 12 novembre vota la commissione. Il 15 novembre varrebbe il secondo decreto, il 29 novembre si tengono le elezioni.