Che cosa sono questi prezzi e che cosa non sono
La cifra più importante non è nel titolo: per un residente iscritto all'anagrafe con tarjeta sanitaria e diritto riconosciuto dalla previdenza sociale, una giornata di ospedale costa zero euro; nella rete pubblica allo sportello non si paga nulla. L'unica compartecipazione ordinaria riguarda i farmaci: secondo il Real Decreto-ley 11/2026 i pensionati pagano di norma il 10 per cento e gli attivi dal 40 al 60.
Il listino è un'altra cosa. L'articolo 1.1 del Decreto 81/2009 del 16 giugno indica due gruppi: i pazienti che non sono assistiti dalla previdenza sociale, e quelli che lo sono ma per i quali esiste un terzo obbligato al pagamento. In pratica quel terzo è un'assicurazione RC auto, l'ente infortuni del datore di lavoro o un istituto estero. Il listino è dunque, di regola, una fattura indirizzata a qualcun altro.
Le cifre al 4 settembre 2026
Dopo l'aumento dell'uno per cento l'ospedale si attesta su 732,32 € la giornata di degenza, 2.751,46 € la terapia intensiva, 249,11 € il pronto soccorso e 150,07 € la prima visita. Nella medicina di base è molto meno: 72,71 € la prima visita e 29,12 € la visita infermieristica. E la distinzione conta: la visita infermieristica a domicilio è una voce a sé e quattro volte più cara, 116,44 €.
Come si conta una giornata
Le regole di calcolo che aprono l'Allegato I non sono state toccate. Si considera giornata di degenza, secondo il punto 1.2, la permanenza nella struttura "per un periodo superiore a 12 ore", pronto soccorso compreso. Chi entra alle dieci di sera ed esce alle sette non genera una retta giornaliera. Il day hospital si fattura al 50 per cento (punto 1.3) e l'ospedalizzazione domiciliare al 35 per cento (1.4). La retta copre stanza, vitto, farmaci, assistenza e diagnostica di base, non le prestazioni elencate a parte.
Secondo il punto 1.6 è prima visita solo quella di un paziente nuovo per quel reparto o che non vi si presenta da più di 18 mesi, e comprende tutti gli esami dei primi 15 giorni.
La frase che decide chi paga
Tra "paga la vostra assicurazione" e "pagate voi" c'è un comma dell'articolo 1.1. Nell'originale: "cuando el paciente no facilite los datos del tercero obligado para su correcta facturación, el gasto asistencial será a su cargo" — quando il paziente non fornisce i dati del terzo obbligato, la spesa assistenziale è a suo carico.
Essere assicurati non basta: bisogna rendere identificabile l'assicuratore — compagnia, numero di polizza, verbale, targa. La regola colpisce chiunque abbia un caso che coinvolga un terzo. Il comma successivo va oltre: negli incidenti provocati da un veicolo non assicurato o rubato, le spese sanitarie del conducente e dei passeggeri "che conoscevano le circostanze del furto o della mancata assicurazione e vi salivano volontariamente" restano a loro carico.
Gli incidenti stradali hanno un listino proprio
L'Allegato II si applica quando entra in gioco un accordo quadro. Quello appena negoziato è il Convenio Marco 2026–2029 tra il Servicio Canario de la Salud, UNESPA e il Consorcio de Compensación de Seguros. Questi prezzi valgono retroattivamente dal 1º gennaio 2026.
Per il 2026: 766 € per giornata di degenza, 1.534 € per giornata di terapia intensiva e 324 € per ferito al pronto soccorso senza ricovero. Qui la giornata si conta diversamente dall'Allegato I: vale la presenza all'ora censuaria, le 00:00. Raramente citato: l'Allegato II fissa un limite per il conducente unico del veicolo, 11.664 € per l'automobile e 3.900 € per la motocicletta.
Chi davvero non paga
Con la Tessera Europea di Assicurazione Malattia "avete gli stessi diritti all'assistenza sanitaria dei cittadini assicurati in quel paese, ma anche gli stessi obblighi", scrive l'amministrazione spagnola sul Punto de Acceso General. Vale però solo all'interno del sistema pubblico. Per i cittadini britannici la Brexit non ha peggiorato nulla: il Ministero della Salute spagnolo rinvia alla UK EHIC o alla GHIC e mette a verbale che il costo è "a carico della Spagna o del Regno Unito, che rimborsa le spese allo Stato spagnolo".
Il rovescio, anch'esso testuale: ai visitatori che non abbiano una tessera spagnola né esibiscano un documento che attesti la copertura, "il sistema sanitario spagnolo potrà addebitare i servizi prestati". È qui che una tabella della gazzetta diventa una lettera nella cassetta. Come l'SCS gestisca questi casi nella pratica quotidiana non è documentato: non siamo riusciti a stabilirlo.