Il porto di Las Palmas si prepara a un nuovo, significativo salto di scala. Con l'autorizzazione alla licitazione concessa dal Consiglio dei Ministri spagnolo, prende forma il progetto del molo adosado al Dique Reina Sofía Sur, un'infrastruttura dal valore stimato di 45,3 milioni di euro che andrà ad ampliare la capacità operativa di uno degli scali più vitali dell'Atlantico medio. Non si tratta di un terminal per crociere o di una semplice banchina per container, ma di un'opera pensata per rispondere alle esigenze della logistica industriale più esigente: merci generali, project cargo, e un nuovo terminale dedicato alla riparazione e manutenzione di piattaforme offshore e strutture eoliche marine.

L'intervento si inserisce nel corposo Plan de Inversiones 2025-2029 dell'Autorità Portuale di Las Palmas, sotto la linea progettuale "Muelle Adosado dique Reina Sofía Sur", e potrebbe beneficiare di un cofinanziamento con fondi europei. La nuova struttura sorgerà in prolungamento dell'allineamento dell'attuale diga foranea meridionale, con un orientamento nord-sud e un offset di circa 100 metri per preservare lo scalo di alaggio esistente, utilizzato per la demolizione navale. I numeri tecnici parlano chiaro: una linea di banchina di circa 336,5 metri, un pescaggio di 20 metri e un piazzale operativo di quasi 16.000 metri quadrati, con una larghezza di lavoro in banchina di oltre 50 metri. Caratteristiche che rendono l'idea di un'opera progettata per operazioni complesse e su larga scala.

Non solo merci: un'officina atlantica per l'offshore

La destinazione d'uso ufficiale parla di "mercanzia general", ma i documenti di progetto dell'Autorità Portuale sono più espliciti e rivelano una vocazione ancora più strategica. L'ampia spianata industriale di 16.000 m² è pensata per ospitare un terminale specializzato nella riparazione e manutenzione di piattaforme petrolifere e, in prospettiva, di strutture per l'energia eolica offshore. Questo posiziona il nuovo molo Reina Sofía Sur come un tassello fondamentale nella trasformazione del porto in un polo di servizi avanzati per l'industria energetica marina, un settore in forte espansione nell'Atlantico orientale.

È importante non confondere questo progetto con altri grandi cantieri in corso nello stesso porto. La Prolongación del Muelle Nelson Mandela (quarta fase), con un budget di 25,3 milioni, è focalizzata sull'attracco di grandi petroliere e sul potenziamento del bunkeraggio. L'ampliamento del Muelle Juan Sebastián Elcano, dal canto suo, prevede 442 metri di nuova banchina con fondali misti. Il nuovo molo Reina Sofía Sur, invece, si ritaglia uno spazio preciso: la logistica industriale pesante e la cantieristica offshore, funzioni che diversificano e irrobustiscono l'offerta complessiva dello scalo grancanario.

Consiglio Se sei un operatore della logistica o dei servizi offshore, tieni d'occhio i bandi di gara dell'Autorità Portuale di Las Palmas: le concessioni per le nuove aree operative potrebbero aprire opportunità interessanti già nella seconda metà del decennio.

Il cuore pulsante dell'economia canaria

Per capire la portata di questo investimento bisogna allargare lo sguardo e considerare il peso specifico del porto di La Luz nell'economia dell'arcipelago. Uno studio approfondito dell'Università di Las Palmas de Gran Canaria, punto di riferimento per l'analisi dell'impatto portuale, ha quantificato un giro d'affari totale che supera 1,3 miliardi di euro l'anno. L'impatto complessivo, considerando gli effetti diretti, indiretti e indotti, sale a oltre 1,5 miliardi di euro di produzione, pari a circa il 2,8% del prodotto totale delle Canarie. In termini di valore aggiunto lordo, il contributo è di 578 milioni di euro, quasi il 2% del PIL regionale.

Sul fronte occupazionale, i numeri sono altrettanto eloquenti. L'indotto portuale genera circa 9.500 posti di lavoro, che rappresentano oltre l'1% dell'occupazione totale dell'arcipelago. Di questi, circa 4.600 sono impieghi diretti, con un monte salari di 173 milioni di euro. L'Autorità Portuale, da sola, genera ricavi annuali per circa 77 milioni di euro. Queste cifre spiegano perché il porto venga definito, senza timore di esagerare, il "motore, cuore e cervello" di Gran Canaria. Ogni nuovo metro di banchina, ogni nuovo piazzale operativo, ha un effetto moltiplicatore misurabile sull'economia insulare.

La "stazione di servizio" del medio Atlantico

Il nuovo molo Reina Sofía Sur non va visto come un elemento isolato, ma come parte di una strategia più ampia che punta a fare di La Luz un hub di riferimento per le rotte atlantiche. La posizione geografica, sulla cerniera tra Europa, Africa occidentale e Americhe, è da sempre il suo punto di forza. Oggi, questo vantaggio si traduce in una duplice vocazione: logistica di transhipment e bunkeraggio. Il porto è già un punto di rifornimento carburante cruciale, con terminali come quello di Oryx Energies sul Dique de La Esfinge in espansione fino a 220.000 metri cubi di capacità, destinati a servire non solo il traffico di transito ma anche i mercati dell'Africa occidentale.

Il progetto Scale Gas di Enagás, dichiarato di "carácter estratégico", mira a trasformare La Luz nella "gasolinera del Atlántico medio", puntando su GNL e bio-GNL. La nuova capacità di banchina offerta dal molo Reina Sofía, unita agli ampliamenti del Nelson Mandela per l'attracco di petroliere VLCC, crea un ecosistema portuale in grado di gestire simultaneamente traffico merci, operazioni di riparazione navale e un volume crescente di rifornimenti. È questa combinazione di servizi a rendere il porto di Las Palmas un asset unico e a giustificare investimenti multimilionari come quello appena autorizzato.

Da sapere La cifra di 45,3 milioni autorizzata per la gara è superiore ai 30 milioni inizialmente previsti nei documenti tecnici preliminari. L'aumento, non ancora spiegato ufficialmente, potrebbe riflettere un aggiornamento dei costi o un ampliamento della portata dei lavori.

Tempi e prospettive: cosa aspettarsi

Al momento, l'unica certezza temporale è che il progetto è inserito nel piano di investimenti 2025-2029 e che il via libera del Consiglio dei Ministri rappresenta il semaforo verde per l'avvio delle procedure di gara. Non sono ancora state pubblicate date precise per l'inizio o la fine dei lavori di costruzione. Basandosi sui cicli tipici delle grandi opere portuali spagnole – progettazione esecutiva, gara, aggiudicazione, esecuzione – è ragionevole attendersi un orizzonte pluriennale, con i cantieri che potrebbero entrare nel vivo nella seconda metà del decennio.

Per dare un contesto, basti pensare che la quarta fase del Muelle Nelson Mandela, un'opera dal valore di 25,3 milioni, ha un periodo di esecuzione previsto di 18 mesi. Il nuovo terminal crociere di Santa Catalina, un investimento da 32 milioni, è stato completato tra il 2023 e il 2024. Il cantiere del Reina Sofía Sur si inserirà quindi in un panorama di lavori sovrapposti, un segnale di vitalità che, se ben gestito, porterà a un salto di qualità complessivo dell'offerta portuale. Per i dettagli operativi e le ricadute occupazionali specifiche di questo singolo molo bisognerà attendere l'assegnazione dell'appalto e i piani di concessione.

Domande frequenti

A cosa servirà esattamente il nuovo molo?
Sarà destinato principalmente a merci generali e logistica industriale, con un'area dedicata alla riparazione di piattaforme offshore e strutture eoliche marine.
Dove si trova il Dique Reina Sofía Sur?
È la diga foranea meridionale del porto di La Luz, a Las Palmas de Gran Canaria. Il nuovo molo sarà costruito addossato ad essa, in prolungamento.
Quando inizieranno i lavori di costruzione?
Non c'è ancora una data ufficiale. Il progetto è nel piano investimenti 2025-2029 e la gara d'appalto è stata appena autorizzata.
Quanti posti di lavoro creerà il nuovo molo?
Non esiste una stima ufficiale per questo singolo progetto. Genererà occupazione temporanea in fase di cantiere e posti permanenti una volta operativo, in linea con l'impatto occupazionale del porto (circa 9.500 posti totali).
Il molo sarà usato per le crociere?
No. Le crociere continueranno a fare scalo al Muelle de Santa Catalina, dove è stato recentemente inaugurato un nuovo terminal dedicato.

Stand: 29 luglio 2026. Le informazioni si basano sui documenti ufficiali dell'Autorità Portuale di Las Palmas e sulla comunicazione del Consiglio dei Ministri spagnolo. Dettagli su date esatte di costruzione e stime occupazionali specifiche per il molo non sono ancora stati resi noti.