Che cosa misura il dato e che cosa no
Il CGPJ conta gli sfratti eseguiti, non le cause depositate. Alle Canarie sono stati 95 nel primo trimestre 2026.
Nel complesso della Spagna la stessa statistica registra 4.005 sfratti eseguiti, il 45,4 per cento in meno rispetto a un anno prima, di cui circa 2.600 derivanti da locazioni. Il calo canario è quindi molto più ripido, ma poggia su numeri così piccoli che poche decine di casi spostano fortemente la percentuale. Inoltre uno sfratto eseguito nel primo trimestre 2026 appartiene a un procedimento iniziato mesi o anni prima.
Il passaggio che precede lo sgombero
Dalla legge 12/2023 sul diritto alla casa, il codice di procedura civile spagnolo (LEC) prevede un passaggio intermedio: secondo l'art. 441.5 il tribunale comunica d'ufficio la causa ai servizi sociali competenti non appena riguarda l'abitazione abituale di una famiglia. Questi hanno al massimo dieci giorni per valutare la vulnerabilità. Se la confermano, il procedimento resta sospeso fino a due mesi quando l'attore è una persona fisica e fino a quattro quando è una persona giuridica; poi riprende automaticamente, anche senza una sistemazione alternativa. Questi termini sono indicati da Baker Tilly e dal consiglio forense CVCA.
Un secondo passaggio riguarda solo i grandi proprietari: gli artt. 439.6 e 439.7 LEC impongono di dichiarare nell'atto se l'attore è "gran tenedor", e costui, contro un inquilino vulnerabile, deve provare di essere ricorso prima alla conciliazione amministrativa. Chi possiede una o due abitazioni non è tenuto a farlo.
Lo scudo caduto due volte nel 2026
Va distinto dallo "escudo social" straordinario, la sospensione degli sfratti prorogata dal 2020. Al momento non è in vigore, dopo due tentativi falliti: il 27 gennaio 2026 il Congresso ha abrogato il Real Decreto-ley 16/2025; il governo ha varato il 3 febbraio il Real Decreto-ley 2/2026 (BOE n. 31 del 4 febbraio), che prorogava la sospensione fino a fine 2026 ed escludeva per la prima volta i locatori con due o meno abitazioni. Il 26 febbraio il Congresso ha respinto anche quel decreto.
Il dettaglio conta, perché circolano riassunti con date sbagliate: il decreto è del 3 febbraio 2026, non di giugno, e non si applica più. Resta la sospensione ordinaria della LEC, come rilevano gli studi Buades Legal e Consulting DMS.
Il percorso di un piccolo locatore
La sequenza è descritta dall'avvocato Lázaro Héctor Amable Méndez, di ALY Abogados, il 13 giugno 2026; i tempi sono la sua stima pratica, non dati ufficiali. Si comincia con la richiesta formale di pagamento, di norma per burofax, almeno 30 giorni prima della causa: così si preclude all'inquilino la "enervación", cioè la facoltà di fermare lo sfratto pagando gli arretrati. La causa procede poi ai sensi dell'art. 250.1.1 LEC.
Se viene invocata la vulnerabilità, il tribunale interpella i servizi sociali; ALY Abogados calcola da uno a tre mesi. Segue il decreto con la data dell'udienza e dello sgombero, con giorno e ora esatti dalla legge 12/2023; lo sgombero materiale arriva da due a cinque settimane dopo. In totale: da tre a sei mesi senza vulnerabilità invocata e da sei a dodici con essa.
Due letture dello stesso calo
Canarias7 attribuisce il calo "in gran parte" all'applicazione dei protocolli di protezione sociale e vulnerabilità. La Plataforma de Afectados por la Hipoteca (PAH) non è d'accordo: in Spagna gli sfratti richiesti sono cresciuti del 19,2 per cento nello stesso trimestre e le esecuzioni ipotecarie avviate del 17,5 per cento. Secondo il loro conteggio solo l'1,8 per cento delle sospensioni si è chiuso con una soluzione abitativa; per il resto ipotizzano "sfratti invisibili" senza fascicolo giudiziario.
Lo studio Roda Abogados di Las Palmas legge la stessa situazione dal lato del locatore: nel febbraio 2026 ha accolto con favore l'esclusione dallo scudo dei proprietari con due o meno abitazioni, sostenendo che trovare una sistemazione alternativa spetta ai servizi sociali e non al locatore con il procedimento fermo. Il CGPJ stesso pubblica conteggi, non un'analisi delle cause.