Il conto: quanto rende un ettaro

Il calcolo usa le rese per ettaro. Esempio: un viticoltore con 1 ettaro ha raccolto in media 8.000 chili tra il 2020 e il 2024 e solo 5.000 nel 2025. È un calo del 37,5 per cento, quindi il limite del 45 per cento non scatta. I 3.000 chili mancanti per 0,425 euro fanno 1.275 euro, più 300 euro per la superficie: in totale 1.575 euro. Se la tariffa sale al massimo di 0,80 euro grazie ai fondi avanzati, sarebbero 2.400 più 300, cioè 2.700 euro. Se lo stesso viticoltore avesse raccolto solo 3.000 chili (meno 62,5 per cento), scatta il limite: si calcola come se avesse raccolto il 55 per cento della media, 4.400 chili. Si riconoscono 3.600 chili di perdita: 1.530 più 300, 1.830 euro. Se manca una dichiarazione dal 2020 al 2023, si usa la resa più bassa della serie.

Chi ne ha diritto

Possono presentare domanda i viticoltori attivi con parcelle a Tenerife, sia persone fisiche sia società che gestiscono l'azienda. La scheda BDNS indica per errore solo «persone giuridiche senza attività economica». La resa 2025 deve essere inferiore alla propria media 2020–2024. Le dichiarazioni di vendemmia 2024 e 2025 devono essere state presentate nei termini all'Instituto Canario de Calidad Agroalimentaria (ICCA). Debiti fiscali o previdenziali escludono. Vale il tetto de minimis agricolo dell'UE: al massimo 50.000 euro di questi aiuti in tre esercizi fiscali.

Dove si presenta la domanda

La domanda va presentata al consiglio presso cui si è iscritti; se sono più d'uno, preferibilmente dove è stata presentata la dichiarazione di vendemmia 2025, altrimenti nella propria zona vitivinicola. Indirizzi secondo le basi: Tacoronte-Acentejo, Carretera General del Norte 97, Tacoronte; DOP Islas Canarias (AVIBO), Calle La Palmita 10, La Guancha; Valle de La Orotava, Parque Recreativo El Bosquito, Urb. La Marzagana, La Orotava; Abona, Calle José Alberto 26, Porís de Abona (Arico); Valle de Güímar, Calle Tafetana 14, Güímar; Ycoden-Daute-Isora, Calle La Palmita 10, La Guancha, lo stesso indirizzo di AVIBO. Le basi non indicano gli orari. Le domande incomplete si possono integrare entro dieci giorni lavorativi.

Il termine: al più presto da venerdì 25 settembre

Nemmeno il BOP di Santa Cruz de Tenerife n. 114 di mercoledì 23 settembre contiene l'estratto: abbiamo controllato il numero per intero. Al 23 settembre, quindi, il bando non era ancora pubblicato ufficialmente e il termine per le domande non era iniziato. La gazzetta esce lunedì, mercoledì e venerdì; i prossimi numeri sono quelli di venerdì 25 e lunedì 28 settembre.

Con la prima data possibile: se l'estratto esce venerdì 25 settembre, i 20 giorni lavorativi decorrono da lunedì 28 e scadono — esclusi i fine settimana e la festa del 12 ottobre — lunedì 26 ottobre 2026.

Un giorno festivo nel comune del richiedente o nella sede del Cabildo non conta (art. 30.6 Ley 39/2015). Secondo l'ordinanza sulle feste locali (BOC 165/2025), in quella finestra ricadono San Miguel de Abona (29.9), Arona (5.10), El Tanque (19.10), Santa Úrsula (21.10) e Buenavista del Norte (26.10). Chi risiede in uno di questi cinque comuni ha un giorno in più: fino a martedì 27 ottobre 2026.

Una discrepanza da conoscere: la scheda della BDNS indica la scadenza solo come «20 días siguientes a la publicación en el diario oficial», senza la parola hábiles. Letteralmente sarebbero giorni di calendario. Le basi del Cabildo (base 15.3) e lo stesso estratto dicono invece «veinte (20) días hábiles», cioè giorni lavorativi. Fanno fede le basi; la scheda della BDNS su questo punto è incompleta. Chi vuole andare sul sicuro conti sulla lettura più breve.

Perché servono i soldi, e perché sono meno del 2024

Il Cabildo motiva il secondo bando con siccità, caldo e mancanza di ore di freddo. Secondo il governo delle Canarie, il vino a denominazione d'origine dell'intero arcipelago è sceso nel 2025 a 3,52 milioni di litri, il 30 per cento in meno del 2024 e il 55 per cento in meno del 2023. Ad Abona si sono raccolti 738.000 chili di uva contro i soliti 1,2 milioni circa, secondo Diario de Avisos. «La planta estaba agotada», la pianta era esausta, ha detto al giornale Juan Jesús Méndez, presidente della DOP Islas Canarias. Nonostante le perdite maggiori, la dotazione è più piccola che nel 2024; la delibera non spiega perché. Dagli stessi 1,5 milioni i sei consigli ricevono inoltre fino a 37.000 euro per la gestione. In parallelo il governo delle Canarie prepara circa 2,8 milioni per 3.824 viticoltori. Secondo le basi i due aiuti sono compatibili, purché la perdita non venga sovracompensata.