Cosa cambierebbe per chi compra nel sud di Tenerife?
Per ora non cambia nulla, perché la bozza è soltanto una proposta depositata a Madrid. Secondo i giornali, varrebbe per gli acquisti alle Canarie, quindi anche a Tenerife.
Chi risulta residente da meno di dieci anni non potrebbe comprare casa, riferiscono RTVC e Que.es. La regola vale allo stesso modo per spagnoli e stranieri.
I turisti non potrebbero comprare affatto, perché alle Canarie non sono residenti. Anche gli expat e chi cerca una seconda casa dovrebbero aspettare di raggiungere la soglia.
Dai giornali non emerge se la regola toccherebbe gli acquisti in corso o i proprietari attuali. Chi pensa di comprare chieda al notaio o all'avvocato a che punto è la bozza, prima di firmare.
Cosa prevede la bozza?
Il governo del presidente Fernando Clavijo (Coalición Canaria) ha inviato a Madrid il 15 ottobre 2026 la bozza di un Real Decreto-ley, cioè un decreto con forza di legge. Chiede dieci anni di iscrizione all'anagrafe, che salgono a 15 se ci sono interruzioni.
Il testo non guarda alla cittadinanza, ma all'iscrizione al registro, scrive Leggo Tenerife. I giornali non indicano altre prove oltre alla registrazione nel Padrón, l'anagrafe comunale.
Una persona potrebbe comprare al massimo due abitazioni, in comuni diversi. Idealista lo descrive come residenza principale più casa vacanze, e chi possiede due o più case conta come non residente.
Le società potrebbero comprare solo per rivendere a privati o per affittare. Secondo RTVC, un acquisto senza la prova sarebbe nullo e non iscrivibile al Registro de la Propiedad, il catasto immobiliare.
Le eredità sono escluse espressamente, secondo RTVC. Chi eredita non sarebbe toccato dai divieti.
Perché il governo delle Canarie vuole questa regola?
Secondo Leggo Tenerife, il governo sostiene che le isole hanno un territorio piccolo e una natura fragile. Servono quindi «misure che garantiscano ai residenti l'accesso alle abitazioni esistenti e future».
Un terzo delle case vendute va a stranieri, e buona parte finisce negli affitti turistici, scrive Leggo Tenerife. Idealista indica circa il 30%, Que.es il 35%, e nessuno dei due precisa il periodo.
A Tenerife nel 2024 circa il 40% degli acquisti è andato a stranieri, secondo il Centro Tecnológico dei notai citato da RTVC. Lì il 25% delle case vendute è finito a non residenti.
Per le Canarie la quota di stranieri tra gennaio 2007 e settembre 2025 è stata di circa il 36%, riferisce RTVC. Tra gli acquirenti stranieri gli italiani guidano con il 17,99%, davanti ai tedeschi con il 16,15% e ai britannici con il 15,18%.
Il piano regge davanti al diritto europeo?
Le Canarie si appellano all'articolo 349 del Trattato sul funzionamento dell'UE, che consente un trattamento speciale per le regioni ultraperiferiche. Secondo RTVC, idealista e The Local il piano ha bisogno del via libera di Bruxelles, e una data non è nota.
L'articolo 63 del Trattato garantisce la libera circolazione dei capitali, compreso l'acquisto di immobili, scrive RTVC. La Corte di giustizia dell'UE ammette limiti solo per motivi imperativi di interesse generale e se sono proporzionati.
Nel 2013 la Corte ha bocciato come sproporzionata una norma delle Fiandre che legava gli acquirenti a un legame locale. Esistono eccezioni per Danimarca, Malta e le isole Åland, ma si basano su disposizioni proprie dei trattati.
La ministra spagnola della Casa Isabel Rodríguez ha sostenuto il limite agli acquisti dei non residenti, ha riferito RTVC il 27 novembre 2025. Per RTVC è un impegno politico e non un via libera giuridico.
E la tassa turistica e gli affitti per vacanze?
Oltre al divieto di acquisto, il governo propone al Consiglio dei ministri una seconda riforma sui poteri dei comuni, riferisce Leggo Tenerife. I comuni potrebbero così imporre tributi sui pernottamenti dei non residenti.
I comuni potrebbero inoltre vietare gli affitti turistici in alcune zone. Quali zone e quale importo del tributo, i giornali non lo dicono.
Cosa succede ora, e quando?
Il Consiglio dei ministri a Madrid deve approvare la bozza, quindi le Canarie non decidono da sole. Una reazione ufficiale di Madrid per ora non è nota.
Idealista e Que.es citano anche la Comisión Permanente, la commissione permanente, per la convalida. The Local indica il 29 novembre 2026 come data elettorale, e senza approvazione entro allora il piano passerebbe al prossimo governo.
Restano aperti il testo preciso della legge, le norme transitorie, i casi limite e la data di avvio. Non è noto nemmeno se il PP e altri partiti sosterranno il piano.